A Ponticelli arrestato Eugenio Ascione, cugino di Fabio, per il coinvolgimento nell’omicidio del giovane di 19 anni, avvenuto in una notte di violenza.
Nel cuore di Ponticelli, un episodio tragico ha scosso la comunità: un giovane di 19 anni, Fabio Ascione, è stato ucciso in un contesto di violenza che ha riacceso i riflettori sulle tensioni tra gruppi criminali della zona. L’evento è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 aprile 2026, portando con sé un clima di paura e preoccupazione tra i residenti.
Le indagini, portate avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dai Carabinieri, hanno già portato all’arresto di Eugenio Ascione, cugino della vittima, accusato di aver fornito l’arma usata nell’omicidio. Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, l’episodio si colloca in un contesto di rivalità tra gruppi di Ponticelli e Volla, in particolare legato a attività illecite come furti di auto.
Le immagini di videosorveglianza del “Bar Lively” in via Carlo Miranda hanno avuto un ruolo cruciale nello sviluppo delle indagini. Queste mostrano Eugenio Ascione mentre consegna una pistola a Francesco Autiero, arrestato in seguito con l’accusa di omicidio volontario. L’assurdità della situazione culmina in un conflitto a fuoco in cui Autiero, inseguito, si rifugia e, in un tragico errore, colpisce Fabio con un proiettile destinato a un’altra persona.
“Abbiamo sentito un forte frastuono e poi il caos”, racconta un residente, evidenziando l’impatto dell’accaduto sulla comunità. I soccorsi sono stati rapidi ma purtroppo inutili: Fabio è deceduto poco dopo in ospedale, lasciando un vuoto enorme nella vita di chi lo conosceva.
La custodia cautelare di Eugenio Ascione, firmata dal GIP Giovanni de Angelis, contempla l’aggravante del metodo mafioso, rivelando il contesto di intimidazione del clan De Micco, noto nella zona. Anche Emanuele Loquercio, arrestato per detenzione indebita di un’altra arma, si trova coinvolto nella spirale di violenza che colpisce la zona est di Napoli.
Questa vicenda non è solo una questione di crimine organizzato, ma coinvolge profondamente il tessuto sociale e familiare di Ponticelli, messo a dura prova da una serie di eventi tragici. Le indagini sono ancora in corso, con l’obiettivo di chiarire ulteriormente le responsabilità e le dinamiche in gioco.
Intanto, tra i cittadini, resta alta l’attenzione su una situazione che sembra non voler trovare tregua. La domanda ora è: quale sarà il futuro di una comunità ancora segnata da queste drammatiche ombre?
