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Napoli, preoccupazione per la glorificazione online del boss Pellecchia: richieste di intervento immediato

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Un video su TikTok celebra il boss Pellecchia, legato alla faida delle paranze, sollevando preoccupazioni e appelli per bloccare la propaganda camorristica online.

A Napoli, il fenomeno della glorificazione social dei clan mafiosi torna a far discutere. Un video su TikTok ha attirato l’attenzione per il modo in cui celebra Silvestro Pellecchia, considerato un elemento chiave del clan Sequino, attualmente dietro le sbarre. Le immagini mostrano messaggi di sostegno come “Torna presto a casa, forza leone”, spingendo molti a chiedersi quale messaggio venga veicolato ai più giovani.

La vicenda si complica ulteriormente pensando che Pellecchia è lo zio di Emanuele Tufano, il quindicenne colpito da una sparatoria in una faida giovanile avvenuta all’uscita da una festa. Questo legame familiare rende la situazione ancora più drammatica, poiché la comunità è ancora sconvolta dalla perdita del giovane, avvenuta in un contesto di violenza che sembra non arrestarsi.

“È aberrante vedere queste figure celebrate come eroi”, ha dichiarato il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, esprimendo la sua preoccupazione per la normalizzazione della criminalità tra i giovani. Stando a quanto si apprende, Borrelli ha sollecitato misure immediate per combattere questa propaganda camorristica, chiedendo la regolamentazione dei social media per oscurare i profili che celebrano la criminalità.

Le operazioni delle forze dell’ordine per contrastare i clan sono già attive, ma la battaglia si estende anche all’ambiente digitale. “Abbiamo un dovere verso i nostri ragazzi”, aggiunge Borrelli. “Non possiamo permettere che messaggi del genere permeino la cultura giovanile”.

Nel frattempo, il dibattito sul controllo dei contenuti sui social media continua a polarizzare l’attenzione pubblica. Con ogni nuovo video e messaggio di incitamento, la domanda rimane. Fino a che punto si è disposti a tollerare questa forma di glorificazione della criminalità, mentre i quartieri di Napoli cercano disperatamente di restare uniti contro la violenza?