Oltre 4.200 iscrizioni irregolari al centro dell’inchiesta che coinvolge UniPegaso e Multiversity, con accertamenti in corso sulle procedure di immatricolazione.
Un vero colpo di scena scuote Napoli: oltre 4.200 iscrizioni sospette a corsi di formazione e laurea presso UniPegaso sono al centro di un’inchiesta da parte della Procura. La gestione del rettore Danilo Iervolino e della sua società, Multiversity, è ora sotto la lente d’ingrandimento della giustizia. A destare preoccupazione sono le accuse che coinvolgono circa 40 persone, tra cui l’ex direttore operativo Andrea Bonomo.
Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, le accuse spaziano dalla corruzione all’induzione indebita, dalla falsità ideologica a violazioni della pubblica amministrazione. Tra gli indagati ci sono anche ex dirigenti e funzionari collegati ai poli convenzionati con l’università, un’inquietante rete che alimenta sospetti su pratiche irregolari.
UniPegaso, che si è dichiarata parte lesa, sottolinea che i fatti contestati risalgono a anni fa e riguardano un numero limitato di studenti, molti dei quali sono stati allontanati in seguito a indagini interne. Ma l’ombra di queste irregolarità si allunga, dato che avrebbero potuto protrarsi fino al 2025, con il chiaro intento di aumentare le immatricolazioni e i ricavi dell’ateneo.
I controlli interni sembrano essere risultati gravemente lacunosi: la gestione delle immatricolazioni e dei corsi a distanza ha mostrato evidenti falle. Le perquisizioni effettuate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno colpito sedi e abitazioni degli indagati, scrutando a fondo la situazione.
L’inchiesta, seguita dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e da altri importanti magistrati, si è avvalsa anche del contributo di testimoni di peso, inclusa la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che si è dichiarata estranea ai fatti.
Nel frattempo, UniPegaso, ceduta nel 2021 al fondo CvC Capital Partners, ha avviato un audit interno e presentato un esposto per garantire controlli più severi sulle iscrizioni. La gestione passata di Iervolino ha certamente portato a una rapida espansione dell’ateneo telematico, ma ora tutto questo è in discussione.
A aggravare la situazione, si aggiunge una vicenda separata su un’accusa di plagio riguardante una tesi di laurea, un altro episodio che solleva interrogativi sulla qualità dei processi formativi nell’istituto.
Intanto, nel quartiere e oltre, l’attenzione resta alta e la domanda che circola tra i cittadini è chiara: cosa accadrà ora? La situazione sembra tutt’altro che chiusa, e nei prossimi giorni potrebbero emergere nuovi dettagli che getteranno ulteriore luce su questa complessa vicenda.
