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Caserta, indagini sull’ex sindaco Marino per un appalto da 9,5 milioni: fatture e bonifici sotto esame

Caserta, indagini sull’ex sindaco Marino per un appalto da 9,5 milioni: fatture e bonifici sotto esame

CASERTA – Una nuova ombra si profila su Carlo Marino, l’ex sindaco di Caserta, già finito nel mirino della giustizia per presunti illeciti legati a un appalto ferroviario da 9,5 milioni di euro. L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere si arricchisce di elementi inquietanti, con accuse di corruzione che ripercuotono l’intera comunità.

I magistrati stanno esaminando pagamenti sospetti per servizi mai erogati e trasferimenti di denaro che destano perplessità. Secondo una ricostruzione, Marino avrebbe agevolato l’imprenditore Antonio Luserta, anch’egli indagato, tramite due comunicazioni nel 2022 indirizzate a Rete Ferroviaria Italiana, permettendo all’imprenditore di aggiudicarsi un contratto fondamentale per lo smaltimento di oltre due milioni di metri cubi di materiali da scavo dell’Alta Velocità Napoli-Bari nel 2024.

La localizzazione della cava, scelta per il conferimento dei materiali, ha sollevato non poche preoccupazioni: si trova nella verdeggiante zona collinare di Santa Lucia, a Caserta, e ha già subito un sequestro da parte dei Carabinieri Forestali nel 2025 per possibili irregolarità. “È inaccettabile che il nostro territorio venga messo in pericolo per interessi personali”, commenta un residente, visibilmente preoccupato per la situazione.

Ma non finisce qui. Le indagini ipotizzano che Luserta abbia trasferito circa 530mila euro all’avvocato Vincenzo Iorio, ex socio di Marino, per servizi poco chiari. Da questo flusso di denaro sarebbero partiti ulteriori bonifici verso ditte risalenti allo stesso ex sindaco e alla figlia, superando i 200mila euro. È in particolare il caso di 87mila euro versati a una società intestata alla giovane, in quel momento ventenne, che ha acceso le luci dei riflettori. Apparentemente, l’azienda non sembrava avere le caratteristiche per giustificare tali fatturazioni.

La dinamica di questi trasferimenti si inserisce in un contesto di anomalie finanziarie che inquietano ulteriormente. Dallo studio delle operazioni emerge che né Marino né i suoi collaboratori avevano avuto precedenti rapporti economici significativi prima dell’assegnazione dell’appalto. Le società coinvolte, tuttavia, hanno fatto registrare un acceso incremento del fatturato nel periodo coincidente con i flussi di denaro finiti nell’occhio del ciclone.

“La situazione evidenzia un sistema che non può e non deve passare inosservato”, sottolineano i rappresentanti di un’associazione locale, manifestando preoccupazione rispetto alla stabilità economica e sociale della città. L’indagine, sotto il coordinamento del procuratore Pierpaolo Bruni, si inserisce in un filone più ampio che tocca le infiltrazioni camorristiche, già alla base dello scioglimento del Comune nel 2025. Le prossime ore potrebbero essere decisive per svelare il quadro generale della vicenda e valutare eventuali responsabilità.

Intanto, tra i cittadini, resta alta la tensione: “Ci aspettiamo chiarezza e giustizia”, affermano con fermezza, sottolineando l’importanza di un monitoraggio costante sulle attività politiche locali. La domanda, ora, resta aperta: come evolverà questa intricata questione?

Autore

La Redazione