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Campi Flegrei: incertezza continua per gli sfollati dopo il decreto senza modifiche

Sangiuliano ha chiesto lo stato d'emergenza, Fico parla di cambiare il decreto, il sindaco di Pozzuoli chiede il rientro: ma se Roma non interviene, per gli sfollati dei Campi Flegrei la quotidianità si complica subito, con ospitalità prolungata, incertezza sulle indennità e pressione sui servizi locali.

Di La Redazione19 Agosto 2026 - 14:321 ora fa 2 min di lettura
Campi Flegrei: incertezza continua per gli sfollati dopo il decreto senza modifiche

La situazione dei moltissimi sfollati dei Campi Flegrei si fa sempre più complessa, con migliaia di persone intrappolate tra abitazioni vuote e alloggi temporanei. Se il decreto attuale non verrà modificato, non ci saranno norme ben definite per il rientro né risorse amministrative pronte a facilitare questo processo.

Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di alcune figure politiche e amministrative hanno sollevato l’attenzione sulla questione. Tra queste, la richiesta di stato d’emergenza formulata dal ministro Sangiuliano, l’appello del presidente Fico per una revisione del decreto, e la determinazione del sindaco di Pozzuoli a rendere il rientro prioritario. Tuttavia, senza interventi concreti da Roma, i Comuni non possono agire: l’assenza di uno strumento ad hoc rende lunghe e complicate le procedure per le opere di messa in sicurezza e l’attivazione di fondi per le abitazioni alternative.

Le ripercussioni sulla vita quotidiana degli sfollati sono evidenti. Coloro che hanno perso il lavoro a causa della necessità di traslocare faticano a trovare orari compatibili per le loro nuove sistemazioni, e i più piccoli devono affrontare continui cambi di scuola. Inoltre, i soggetti più fragili, come anziani e persone con problemi di salute, si trovano ad affrontare uno stress che può degenerare in crisi sanitarie. Le strutture temporanee si trovano così a far fronte a un numero sempre maggiore di persone, mentre i Comuni sono costretti a gestire spese impreviste e procedure burocratiche complesse.

La permanenza di un decreto che non evolve, infine, alimenta il rischio di tensioni sociali a livello locale. L’attesa prolungata e le incertezze legate a decisioni amministrative possono sfociare in proteste. Il sindaco di Pozzuoli ha chiarito che priorità deve essere data al rientro, ma ciò richiede misure operative specifiche: velocità nel rilasciare autorizzazioni per i cantieri, criteri definiti per il rientro e stabilità finanziaria.

Se il decreto non subisce modifiche, si prevede un ulteriore rinvio delle gare per le opere di messa in sicurezza, con conseguente rallentamento dei lavori necessari. Nel frattempo, la comunità continuerà a vivere nell’incertezza, e la responsabilità di questo stato di cose ricadrà su chi ha dovuto abbandonare la propria abitazione. È urgente che le scelte politiche si traducano in azioni concrete, fornendo alle amministrazioni locali gli strumenti necessari per intervenire efficacemente.