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Camorra, il genero del boss Amato scarcerato: ergastolo annullato per il viceré degli scissionisti

Camorra, il genero del boss Amato scarcerato: ergastolo annullato per il viceré degli scissionisti

Napoli – Un colpo di scena clamoroso scuote l’ombra del crimine partenopeo: Raffaele Teatro, figura di spicco degli “Scissionisti” di Secondigliano, ha ottenuto l’ordine di scarcerazione nel pomeriggio di oggi. Il tribunale di Napoli ha ribaltato le decisioni precedenti, assolvendo il gangster dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Francesco Feldi, avvenuto nel 2011 nel rione Berlingieri. Un’assoluzione che segnala un terremoto giudiziario, riaprendo un capitolo scottante per la lotta al narcotraffico nel capoluogo.

Per dare corpo a questa notizia, è necessario tornare a quel drammatico 19 febbraio 2011 quando Feldi, un ex fedelissimo della camorra, venne crivellato dai proiettili di un commando. In quegli anni, gli Scissionisti e i Maranesi si sfidavano per il controllo delle piazze di spaccio, e Feldi era un pezzetto cruciale di quel puzzle. Ricordano i residenti: “Quella mattina sentimmo un forte rumore, poi fuggì il caos.” Secondo quanto si apprende, il delitto fu orchestrato dai capi della cosca, desiderosi di mettere fine a qualsiasi tentativo di autonomia commerciale del rivale.

Ma chi è realmente Raffaele Teatro? Sposato con la figlia del noto boss Raffaele Amato, Teatro ha scalato le gerarchie della camorra, ritagliandosi uno spazio di potere e influenza. La sua carriera criminale, iniziata con il “Melito Group”, lo ha portato a gestire enormi traffici di droga, avendo come obiettivo primario il controllo del mercato della cocaina tra Napoli e Spagna.

L’assoluzione di Teatro non è la fine della storia. Il processo è stato alimentato dalle pesantissime dichiarazioni di collaboratori di giustizia, come Giovanni Illiano, che avrebbero dovuto incastrarlo. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto insufficiente il materiale a loro disposizione, aprendo così le porte a una difesa che ha smontato l’impianto accusatorio. “Volevamo solo la verità”, commenta il legale di Teatro, accennando alla fragilità delle accuse.

La decisione della Corte, che ha annullato la condanna all’ergastolo, non mette fine al caso: la Procura ha già diramato indicazioni per un potenziale nuovo ricorso in Cassazione. Intanto, nel quartiere resta alta la preoccupazione per un uomo che, ora libero, torna a camminare tra le strade di una Napoli che non fatica a ricordare il suo passato.

La domanda, ora, resta aperta: quale sarà l’impatto di questa assoluzione sul già fragile equilibrio del crimine organizzato nella città? Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per capire come si muoveranno le fazioni rivali.

Autore

La Redazione