Il pentito Pollaro svela gli scontri armati tra giovani clan ad Afragola e le tensioni per il dominio sul territorio.
La lotta per il controllo delle piazze di spaccio ad Afragola si fa sempre più violenta, e la voce di un ex affiliato al clan Nobile, Alex Pollaro, svela un quadro preoccupante di scontri armati e rivalità tra gruppi giovanili. Le sue testimonianze, emerse negli ultimi giorni, descrivono una comunità in balia di interessi criminali che trasformano le strade in veri e propri campi di battaglia.
Un episodio cruciale ha coinvolto direttamente Antonio Nobile, noto come “Topolone”. Quando ha appreso che i suoi esattori erano stati feriti senza reagire durante un estorsione, la sua rabbia si è scatenata. Mentre la tensione cresceva, ha deciso di intervenire personalmente, sparando contro i responsabili, infliggendo ferite a chi aveva osato sfidare la sua autorità.
La violenza non si è fermata qui. Un altro scontro significativo si è verificato sotto l’abitazione di Maria Bizzarro, legata a una fazione in conflitto con i Panzarottari. Una rifiuto di accettare il monopolio dello spaccio ha provocato una sparatoria che ha colpito Emanuele Scuotto, ferito da Antonio Nobile, figlio del boss. Questo episodio dimostra come il mercato della droga non sia solo una questione di guadagni, ma anche di onore e potere tra bande giovanili.
“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, raccontano alcuni residenti, visibilmente scossi da quanto accaduto. Pollaro, nelle sue dichiarazioni, ha rivelato anche che l’approvvigionamento delle armi è facilitato da una rete esterna, che rende la situazione ancora più allarmante. Le armi, custodite da Savio Guerra, arrivano attraverso canali ben organizzati, confermando la pericolosità della criminalità locale.
La magistratura sta ora esaminando le testimonianze di Pollaro, ma nel frattempo, la vita ad Afragola continua tra paure e incertezze. La spirale di violenza tra questi gruppi giovanili non accenna a fermarsi, lasciando la comunità in uno stato di crescente insicurezza.
La domanda che resta aperta è: fino a quando gli abitanti di Afragola dovranno subire le conseguenze di questa guerra tra bande? La necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni è sempre più urgente, per ripristinare la sicurezza e la tranquillità in un territorio oramai segnato.
