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Firenze, liberato un presunto truffatore originario del rione Sanità di Napoli

Di La Redazione25 Agosto 2026 - 16:512 minuti fa 2 min di lettura
Firenze, liberato un presunto truffatore originario del rione Sanità di Napoli

Firenze – C.R., trentenne originario del Rione Sanità di Napoli, ha visto revocati gli arresti domiciliari in un processo per truffa aggravata. Il Tribunale della Libertà di Firenze ha accolto l’appello della difesa, sostituendo la misura restrittiva con l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia.

La decisione è stata presa al termine dell’udienza tenutasi il 21 agosto 2026, rappresentando un cambiamento significativo nel quadro cautelare dell’imputato. C.R. è assistito dall’avvocato Ciro Pilato, che aveva già tentato di far revocare la custodia cautelare stabilita in precedenza dal Gip del Tribunale.

Originariamente, nel febbraio 2025, a C.R. era stata imposta una misura cautelare di obbligo di dimora a Napoli, con divieto di uscita notturna. Tuttavia, dopo una contestata violazione nel febbraio 2026, la misura era stata inasprita con una custodia in carcere, successivamente sostituita con gli arresti domiciliari.

Nel richiedere la revisione della custodia, la difesa ha sottolineato l’osservanza delle prescrizioni da parte dell’imputato e il carattere isolato della violazione segnalata. Fondamentali per la decisione del Tribunale sono stati anche i tempi trascorsi dall’episodio contestato e la valutazione concreta del rischio di reiterazione del reato.

In particolare, il Riesame ha messo in evidenza che il pericolo di recidiva deve essere basato su circostanze attuali e non su eventi passati, contribuendo così a ridurre le esigenze cautelari inizialmente stabilite.

Riguardo a un episodio specifico del 4 gennaio 2026, in cui C.R. era uscito dalla casa prima dell’orario autorizzato, la difesa ha argomentato che si fosse trattato di un episodio occasionale, sottolineando il rispetto delle prescrizioni per quasi un anno.

Il Collegio ha considerato anche le condizioni personali dell’imputato, tra cui la presenza di due figli minori e la possibilità di un reinserimento lavorativo, elementi che indicano una stabilizzazione della sua vita e una minore pericolosità.

La nuova misura, pur non eliminando ogni forma di controllo, concede a C.R. più libertà di movimento grazie all’obbligo di registrazione quotidiana presso le autorità. Questo segna un nuovo passo nel percorso giuridico dell’indagato, passando da misure più severe a una forma di controllo meno restrittiva, nel rispetto del principio di proporzionalità.