Il Tribunale di Napoli Nord ha recentemente emesso una sentenza che segna un importante precedente nel campo della responsabilità medica, in riferimento alla morte di un feto, avvenuta pochi giorni prima di un parto programmato. La Seconda Sezione Civile ha stabilito la colpevolezza del ginecologo che aveva seguitato la gravidanza, condannandolo a versare un risarcimento di circa 600.000 euro ai genitori e ai familiari.
La gravidanza in questione era quella di una giovane coppia, attesa con grande speranza dopo quattro anni di tentativi di concepimento. Durante il processo, è emerso che già durante la gestazione si erano manifestati segnali clinici preoccupanti, come alterazioni nelle flussimetrie e un aumento del liquido amniotico, che avrebbero dovuto indurre il medico a condurre ulteriori accertamenti sullo stato di salute del feto e sulla funzionalità della placenta. Tuttavia, tali approfondimenti non sono stati effettuati, e gli esperti nominati dal tribunale hanno sottolineato che questa mancanza di monitoraggio avrebbe potuto prevenire la tragedia.
Il giudice ha accolto le conclusioni dei periti, riconoscendo un chiaro legame tra la presunta negligenza e la conseguente morte del feto. Oltre al risarcimento legato alla perdita del rapporto parentale, la madre ha ottenuto un indennizzo per danno biologico-psichico, tenendo conto di un’invalidità permanente del 15% e di un periodo di 150 giorni di invalidità temporanea, causati da un disturbo persistente di lutto, che ha influito gravemente sulla sua vita personale e lavorativa.
In aggiunta, la sentenza ha stabilito che la compagnia assicurativa del medico, Assicuratrice Milanese Compagnia di Assicurazioni S.p.A., sarà responsabile per coprire tutte le somme dovute, incluse le spese legali e gli accertamenti tecnici necessari.
Gli avvocati della famiglia hanno descritto questa decisione come un passo cruciale per affermare i diritti delle vittime di malasanità e per riconoscere l’importanza del legame affettivo con il nascituro già durante la gravidanza. Sebbene il risarcimento non potrà mai colmare il vuoto lasciato dalla tragedia, il riconoscimento della responsabilità è considerato un importante atto di giustizia.