**Controversia per i funerali di un uomo chiave della criminalità a Boscoreale**
A Boscoreale, l’organizzazione Libera Campania si oppone con fermezza ai funerali di Franchino Pesacane, 71 anni, considerato uno dei capi del noto clan Pesacane, attivo nell’area vesuviana. Le esequie si svolgeranno domani alle 10 presso la Parrocchia dell’Immacolata Concezione, ma l’associazione esprime «grande sgomento» riguardo alla celebrazione pubblica prevista per una figura accusata di gravi reati.
Libera Campania distingue nettamente tra il diritto dei familiari a piangere un congiunto e la possibilità di trasformare tali solenni momenti in un’ostentazione della figura di Pesacane. Secondo l’associazione, «è legittimo piangere i propri defunti», ma non è accettabile innalzare “sull’altare dei santi” chi ha vissuto una vita segnata da attività criminali.
Richiesta l’intervento delle istituzioni
Nel richiamare la storia criminale della zona, Libera sollecita le autorità a considerare l’adozione di misure legali, ricordando interventi precedenti in analoghe circostanze riguardanti funerali di esponenti mafiosi. La situazione riaccende il dibattito sul rapporto tra celebrazione religiosa e ostentazione del potere criminale, ponendo interrogativi su dove disegnare il confine tra lutto personale e celebrazione pubblica.
Pesacane è deceduto lo scorso 14 agosto nella sua abitazione a Boscoreale mentre era agli arresti domiciliari. Malato da tempo, la sua condizione di salute era giudicata incompatibile con il regime carcerario. Era stato condannato a oltre dieci anni di reclusione, un verdetto che ha colpito il clan sotto la sua direzione dopo l’arresto del fratello Giuseppe, figura storica della criminalità locale.
Un contesto di estorsione e traffico
Pesacane era tornato alla ribalta anche nell’ottobre 2023, quando i carabinieri di Torre Annunziata avevano eseguito 21 arresti legati a criminalità organizzata, tra cui i gruppi Pesacane e Gallo-Limelli-Vangone. Le inchieste hanno rivelato atti di estorsione, traffico di droga e usura tra Boscoreale e i comuni limitrofi, estendendosi, secondo gli investigatori, anche a Terzigno e Trecase.
La condanna di Pesacane è stata parte di un processo complesso, con il tribunale che ha inflitto un totale di oltre 164 anni di carcere a 19 persone, segnando un ulteriore colpo per l’organizzazione criminale in declino, la quale cercava di ripristinare la propria influenza nell’area.
La cerimonia funebre del 71enne divide ora l’opinione pubblica e le istituzioni, chiamate a riflettere sulla tensione tra il dolore privato e l’emergere di simboli pubblici di potere mafioso. Resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine per monitorare le manifestazioni legate a queste esequie, nel tentativo di evitare ogni forma di celebrazione del crimine.
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