Fuorigrotta è in movimento: i commercianti della zona si mobilitano per ottenere ristori e chiarezza sulle tempistiche dei cantieri che interesseranno lo stadio Maradona. Questa mobilitazione, emersa con vigore nei giorni scorsi, ha visto un coinvolgimento tra le 120 e le 160 attività, spaziando da bar e pizzerie a negozi di merchandising sportivo e piccole strutture ricettive.
Le associazioni di categoria hanno mappato le attività impattate, evidenziando la necessità di un intervento immediato. I commercianti, infatti, considerano tali numeri già per loro cautelativi, ma utili per avviare una trattativa per i ristori. La situazione diventa urgente nel momento in cui il Comune ha mostrato la sua intenzione di attuare un piano operativo per la gestione dei cantieri, coinvolgendo ANM e la Prefettura.
Nonostante la disponibilità di strumenti urbanistici e di amministrazione, la questione dei ristori resta complicata. Si possono prevedere misure come fondi straordinari attraverso delibere o esenzioni temporanee su TOSAP e altri canoni, ma tutto dipende dalla disponibilità di risorse e dalla velocità di attuazione.
I commercianti, in particolare le attività a forte interazione con i visitatori del stadio, hanno avanzato richieste specifiche: chiarezza sui tempi e sulle modalità di lavoro durante i cantieri e criteri precisi per i ristori. Indennizzi proporzionali alle chiusure e contributi per garantire liquidità sono tra le priorità, insieme a soluzioni pratiche come parcheggi alternativi e un piano di segnaletica efficace per attirare i clienti.
La vera sfida ora sarà per l’amministrazione: trasformare le promesse in azioni concrete, con cifre ben definite e un protocollo condiviso tra tutte le parti interessate. Il restyling dello stadio potrà portare vantaggi futuri, ma occorre garantire che i costi attuali non ricadano unicamente sulle spalle dei commercianti locali, essenziali per la vita del quartiere.