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Napoli, famiglie abbandonate dopo la fine dell’assistenza domiciliare, il silenzio della politica preoccupa

Nel capoluogo le famiglie di malati cronici e fragili denunciano difficoltà concrete nell'accesso ai servizi domiciliari. La questione resta appesa a vuoti di responsabilità politica e a meccanismi amministrativi che non funzionano.

Di La Redazione21 Agosto 2026 - 16:348 ore fa 2 min di lettura
Napoli, famiglie abbandonate dopo la fine dell’assistenza domiciliare, il silenzio della politica preoccupa

A Napoli, il dibattito sull’assistenza domiciliare per i malati sta emergendo con sempre maggiore insistenza. I problemi che affrontano le famiglie non riguardano tanto le modalità di cura, quanto piuttosto la mancanza di un intervento concreto da parte della politica.

Dalle segnalazioni raccolte risulta chiaro che l’accesso ai servizi da parte delle ASL e del Comune rimane frammentato. Le pratiche spesso si bloccano tra diversi uffici, rendendo difficoltoso ottenere un’infermiera a domicilio o un’assistenza continuativa. Di conseguenza, sono le famiglie stesse, con il supporto di caregiver non professionisti, a sobbarcarsi il carico maggiore, ciò che ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti.

Negli ultimi tempi, l’attenzione su questa problematica è stata riaccesa da figure di spicco nel settore sanitario, come Francesco Vaia, il quale ha sottolineato l’importanza di tradurre le linee guida in servizi tangibili. Persiste, tuttavia, una disconnessione tra le raccomandazioni tecniche e i servizi disponibili sul territorio.

È necessario che il Comune, la Regione e le aziende sanitarie locali collaborino per allineare responsabilità e finanziamenti, semplificando i processi. Serve un intervento coordinato, non solo attraverso annunci, ma mediante programmi operativi che possano migliorare l’assistenza domiciliare. Le proposte includono il potenziamento delle équipe di assistenza integrata, l’introduzione di case manager per velocizzare i tempi di attesa, il sostegno economico ai caregiver familiari e un miglior coordinamento tra medici di base, ospedali e servizi sociali.

Chi vive la malattia sulla propria pelle conosce troppo bene le difficoltà incontrate in questo percorso; dietro ogni pratica incompleta si cela una storia di lotte e sacrifici. Le famiglie richiedono risposte che siano pratiche, trasparenti e misurabili. La grande sfida ora è vedere se la politica locale saprà trasformare questa necessità in un’urgenza amministrativa o se il diritto all’assistenza domiciliare a Napoli rimarrà un impegno disatteso.