Home Cronaca Processo per omicidio a Napoli: il 30 settembre…
Cronaca

Processo per omicidio a Napoli: il 30 settembre si torna in aula per i presunti assassini di Umberto Catanzaro

Di La Redazione21 Agosto 2026 - 12:4612 ore fa 2 min di lettura
Processo per omicidio a Napoli: il 30 settembre si torna in aula per i presunti assassini di Umberto Catanzaro

Napoli si prepara a un importante incontro in tribunale il prossimo 30 settembre, quando avrà luogo l’udienza preliminare per l’omicidio di Umberto Catanzaro, un giovane di 23 anni tragicamente ucciso in un agguato mafioso nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. A distanza di quasi un anno dall’evento, il Gup Gabriella Logozzo esaminerà il caso che ha scosso la comunità.

Catanzaro, coinvolto in un raid che mirava a un altro obiettivo, fu colpito dai proiettili mentre si trovava in auto con un amico. L’esecuzione, che doveva colpire un’altra persona, ha portato alla sua morte dopo due mesi di agonia in rianimazione, conclusasi il 17 novembre 2025.

L’agguato: un errore fatale

Secondo la Procura, l’operazione era orchestrata da un gruppo composto da sei persone, di cui quattro erano minorenni. Questi ultimi, giunti in ritardo sul luogo della sparatoria, non poterono né prevenire né supportare il crimine in modo efficace, mentre Anna Nesa, una delle compici, è stata accusata di assistenza logistica.

Le gravi accuse

Salvatore Percich, 46 anni e noto esponente della criminalità partenopea, è accusato di omicidio premeditato aggravato da modalità mafiose. Il pubblico ministero Urbano Mozzillo ha delineato un quadro complesso nel quale Percich è implicato in varie attività illecite, dall’usura allo spaccio di stupefacenti, fino alla detenzione di armi rubate. È emerso anche un fascicolo con accuse di evasione durante gli arresti domiciliari, che evidenziano la pericolosità del suo gruppo, sorpreso in possesso di droga e più di due chili di esplosivo durante le operazioni di polizia.

La battaglia per la giustizia

Per la famiglia di Umberto, l’udienza del 30 settembre rappresenta un passaggio fondamentale. A partire dal giorno in cui la vita del loro famigliare è stata brutalmente spezzata, hanno alzato la voce, chiedendo giustizia e verità, affinché la morte di una giovane vita non fosse archiviata nel silenzio o nell’impunità.

Ora, tutti gli occhi saranno puntati sul processo, mentre i familiari sperano che si faccia chiarezza sui ruoli dei diversi attori coinvolti in questo grave crimine, in un contesto dove la sfida alle leggi e all’ordine pubblico rimane forte.