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Secondigliano, aggressione alla caserma dei Carabinieri: in manette un 33enne

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Un uomo di 33 anni ha attaccato con pietre la caserma di Secondigliano. Indagini in corso per chiarire le motivazioni del gesto.

Notte di frenesia a Secondigliano, dove la caserma dei Carabinieri di vico II Censi è stata assalita da un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’aggressore ha lanciato sanpietrini e grosso pietre contro la facciata della struttura, scatenando il panico tra i residenti e richiamando l’attenzione dei militari all’interno.

Senza alcun preavviso, ieri sera, l’uomo ha sferrato il suo attacco, colpendo il vetro antiproiettile della porta principale. Nonostante la resistenza della vetrata, ha continuato a devastare l’ingresso con oggetti contundenti, raggiungendo anche le finestre circostanti. La situazione è degenerata rapidamente, svegliando i Carabinieri che hanno prontamente bloccato l’aggressore prima che potesse provocare ulteriori danni.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente del quartiere, impaurito e incredulo per l’accaduto. Il 33enne ha opposto resistenza durante l’arresto, ma è stato immobilizzato e portato via con l’accusa di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Danni stimati comprendono due finestre distrutte e un portone ridotto a brandelli.

Secondo quanto si apprende, gli inquirenti stanno indagando sulle motivazioni di questo gesto impulsivo, che appare privo di un chiaro movente. Non è la prima volta che la caserma di Secondigliano diventa oggetto di tensioni; colpi di Kalashnikov avevano già segnato la storia del luogo nel 2016, e un’aggressione interna era avvenuta solo pochi mesi fa.

L’episodio di ieri solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza nella zona e mette in luce la fragilità sociale che pervade il quartiere. Se la visibilità delle forze dell’ordine rimane fondamentale, resta da chiarire come incidenti di questo tipo possano ripetersi e quali siano le cause sottostanti. Intanto, tra i cittadini, l’attenzione rimane alta e le richieste di maggiore sicurezza si fanno sempre più pressanti.