Napoli – Scene da brivido si sono consumate nei pressi della stazione della Cumana di Montesanto: un giovane, incappucciato e armato di un mitra Ak-47, ha seminato il terrore tra i passanti. Questo episodio, realizzato evidentemente per intimidire, è diventato virale grazie a un video che ha fatto il giro dei social. Ma dietro la spettacolarizzazione si nasconde una realtà drammatica e preoccupante.
Un’ora di follia si è trasformata in una nuova “stesa”, il quinto raid in meno di una settimana in un territorio segnato da tensioni tra clan. Alcuni individui a bordo di una moto hanno aperto il fuoco in aria, creando un caos totale tra i cittadini. La reazione immediata? Fuga disperata verso la stazione o rifugio dietro le auto parcheggiate. I residenti raccontano un clima di paura: “Non è la prima volta che vediamo scene simili. Siamo stufi di vivere con questo terrore”, afferma un uomo del quartiere.
Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, la Polizia ha rinvenuto il mitra nascosto sotto un’auto nelle vicinanze. Ma non ci sono bossoli rinvenuti sul selciato, il che fa propendere gli inquirenti a ipotizzare l’uso di un revolver o di una pistola a salve, indicativa di un semplice gesto intimidatorio.
Le indagini continuano, e i filmati postati sui social sono particolarmente utili per ricostruire la vicenda. La figura dell’assalitore è chiara nei video: si muove con disinvoltura, cercando qualcuno prima di essere avvicinato da coraggiosi cittadini che tentano di dissuaderlo dal proseguire nella sua azione. “Abbiamo sentito tanti rumori e poi il caos”, racconta un altro passante.
Ma chi è questo giovane? In città la tensione è palpabile, e si sa che tre diversi gruppi di “baby camorristi” stanno contendendo il controllo del centro storico. Le provocazioni tra questi clan, che utilizzano il web come campo di battaglia, hanno portato a scontri violenti. Solo per un colpo di fortuna non ci sono stati feriti tra gli innocenti in questi episodi recenti, ma le forze dell’ordine sono in massima allerta.
La reazione del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, non si è fatta attendere. “Ogni atto di violenza mette in pericolo la nostra comunità”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di una risposta immediata. “Napoli non può e non deve essere ostaggio della criminalità.” Ma è davvero sufficiente? L’interrogativo resta aperto per i cittadini, sempre più allarmati.
Intanto, tra le strade di Montesanto, la sensazione è che questa vicenda sia solo la punta di un iceberg ben più profondo. Le prossime ore saranno decisive per capire le reali dinamiche di questo conflitto in atto. Resta da chiedersi: sarà possibile un futuro diverso per queste strade, sempre più segnate dalla violenza?

