Dopo un periodo di attesa, i legali dei quattro soggetti accusati di aver collocato un ordigno esplosivo davanti alla casa di Ranucci hanno chiesto ufficialmente di essere ascoltati dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Fino a questo momento, gli indagati avevano scelto di non rispondere alle domande degli investigatori.
La svolta arriva dopo la confessione di un altro implicato, l’imprenditore Lavitola, il quale ha dichiarato di aver incaricato i quattro di eseguire un’azione dimostrativa. Secondo quanto emerso, l’atto non avrebbe avuto come obiettivo l’uso di una bomba, ma avrebbe visto il lancio di colpi di pistola contro la parete dell’abitazione.
I sospettati potrebbero cercare di chiarire i dettagli del mandato ricevuto e le modalità della loro azione. Questa richiesta segna l’inizio di una nuova fase nel procedimento, potenzialmente utile per approfondire le dinamiche e le responsabilità legate a questo attentato.

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