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Gratteri critica la legge su tossicodipendenti in carcere: «È un indulto mascherato»

Di La Redazione19 Agosto 2026 - 11:252 ore fa 2 min di lettura
Gratteri critica la legge su tossicodipendenti in carcere: «È un indulto mascherato»

Cosenza – Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha lanciato un appello critico durante un incontro a Casali del Manco, sottolineando l’entrata in vigore imminente di una legge che consente ai tossicodipendenti condannati a pene fino a otto anni di incarcerazione di accedere a trattamenti in comunità terapeutiche. Una misura che Gratteri ha etichettato come un “indulto mascherato”, esprimendo così la sua preoccupazione per le recenti riforme in campo giuridico.

L’alto magistrato ha evidenziato come tali modifiche possano complicare ulteriormente le indagini e il lavoro dei tribunali, mettendo in discussione l’efficacia degli interventi normativi. «Ogni volta che si fanno modifiche, si smontano pezzi», ha dichiarato Gratteri, mettendo in guardia contro un ulteriore intervento riformatore.

Tra le questioni sollevate, il procuratore ha critico i nuovi protocolli per l’arresto degli spacciatori, evidenziando i risvolti pratici di una normativa che richiede di notificare il sospettato prima dell’azione, creando di fatto un ostacolo per le forze dell’ordine. A questo proposito, ha anche menzionato il clima creato dal referendum, dove si sosteneva che, con il voto contrario, gli spacciatori avrebbero ottenuto maggiore libertà.

Gratteri ha sottolineato l’importanza di un linguaggio chiaro e accessibile per comunicare efficacemente con il pubblico, sostenendo che la comprensibilità del linguaggio usato potrebbe aumentare la fiducia nella giustizia. Ha esemplificato il suo approccio diretto, affermando: «Abbiamo vinto il referendum perché abbiamo parlato alla gente in termini non tecnici».

Il procuratore ha espresso un giudizio negativo sull’attività riformatrice del governo, affermando che, sebbene vi siano aspetti positivi, come la lotta contro gli hacker, gran parte delle modifiche proposte dovrebbe essere rivista. Ha chiesto un intervento radicale sulla struttura della giustizia, inclusa l’accorpamento dei tribunali di minori dimensioni, per migliorare l’efficienza del sistema e risolvere le difficoltà operative.

La geografia giudiziaria è un tema centrale nella visione di Gratteri. Con circa 250 magistrati impegnati in funzioni burocratiche, ha auspicato un loro rientro in funzione attiva, sottolineando che la carenza di giudici nei tribunali più piccoli compromette la capacità di svolgere operazioni fondamentali.

In conclusione, il procuratore ha esortato a rimettere in ordine il sistema giudiziario, affinché le difficoltà operative degli uffici non limitino la funzione della giustizia.