Truffe del “finto carabiniere”: due donne della provincia di Napoli agli arresti nell’ambito di un’inchiesta che si è sviluppata tra Cesena e Perugia
Due donne residenti nella provincia di Napoli sono finite al centro di un’inchiesta su una serie di truffe ai danni di anziani che hanno attraversato due regioni diverse: Cesena, dove una 67enne è stata ingannata, e il Perugino, dove un’ulteriore vittima di 86 anni è stata presa di mira. L’indagine ha preso il via nello scorso ottobre ed è stata coordinata dai carabinieri, che hanno operato con un’azione condivisa tra diverse realtà territoriali.
Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Forlì e sono state eseguite dai militari di Borello, nel Cesenate, con il supporto delle compagnie Napoli Vomero-Arenella e Giugliano in Campania. Le due indagate, di 32 e 34 anni, sono ritenute responsabili, in concorso, di truffa e tentata truffa aggravata. Il quadro accusatorio si basa sull’uso della cosiddetta tecnica del “finto carabiniere”: le truffatrici si presentavano come appartenenti alle forze dell’ordine per guadagnarsi la fiducia delle vittime e indurle a consegnare denaro o oggetti di valore.
Per la donna più giovane, inizialmente sottoposta agli arresti domiciliari, è stata disposta la custodia cautelare in carcere dopo che i carabinieri di Napoli hanno verificato ripetute evasioni dalla misura. La complice di 34 anni, invece, resta agli arresti domiciliari. Le complesse attività investigative hanno consentito di chiudere la fase operativa iniziale e di avviare gli accertamenti giuridici che ora dovranno proseguire nelle sedi competenti.
L’esecuzione dei provvedimenti è stata possibile grazie a una sinergia tra diverse trinche di controllo: Borello ha coordinato le fasi d’azione in Romagna, con il supporto logistico delle unità campane, una dinamica che ha evidenziato come le reti criminali possano muoversi su più territori sfruttando contatti e schemi collusivi per portare avanti i raggiri. L’indagine ha mostrato come i truffatori, adottando l’abile espediente del “finto carabiniere”, cercano di guadagnarsi immediata fiducia, sbrigando operazioni rapide con la pretesa di dover dare spiegazioni o di dover procedere a controlli.
Gli accertamenti proseguiranno nelle fasi successive, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di eventuali altre vittime o contatti collegati a questa rete. Fino a quel momento, le misure cautelari restano l’elemento centrale di un procedimento che punta a chiarire nel dettaglio l’ampiezza delle responsabilità delle due donne, nonché la dinamica completa delle truffe contestate e la piena estensione del ramificarsi delle attività sul territorio nazionale.
Le vittime designate, in Cesena e nel Perugino, hanno già visto un intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine, che hanno posto fine a una catena di inganni che sfruttava la fiducia e l’inesperienza delle persone anziane. Le accuse restano da confermare nei sedi giudiziari competenti, dove verrà accertata la responsabilità di ciascuna imputata, alla luce delle prove raccolte e delle testimonianze acquisite nel corso delle prossime settimane.
