Cronaca di Napoli
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A Napoli, istituzioni e AISM siglano la Carta dei Diritti

A Napoli, istituzioni e AISM siglano la Carta dei Diritti

Napoli, nel contesto del convegno promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), è stata firmata la Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Il testo, sostenuto da circa 75 mila firme, mira a riconoscere e tutelare i diritti delle persone interessate. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari e la presidente della VI Commissione Sanità della Regione Campania, Loredana Raia.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sui primi due anni di attività del Centro di Neuroimmunologia e Sclerosi Multipla dell’Ospedale Cardarelli, inserito nell’Unità operativa complessa di Neurologia. I dati presentati mostrano che 1.843 persone sono state seguite dal centro, di cui 1.158 con sclerosi multipla e 685 con altre malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale. La struttura registra tra 80 e 90 visite ambulatoriali settimanali, equivalenti a circa 4.200 all’anno, a testimonianza di un impegno intenso verso i pazienti.

Il modello di integrazione tra ospedale e territorio è stato al centro delle riflessioni: l’obiettivo è superare l’idea che il paziente debba muoversi tra reparti isolati, organizzando l’ospedale intorno ai bisogni della persona e accompagnandola lungo l’intero percorso di cura. Tra le iniziative illustrate spiccano la televisita per facilitare i contatti tra specialisti e pazienti, l’implementazione di percorsi diagnostico-assistenziali innovativi e la Campania Neuroimmunology Network, rete che coinvolge 17 ospedali della regione. È stato inoltre presentato Proximity SM, un progetto che prevede follow-up di prossimità per pazienti clinicamente stabili con teleconsulto sul territorio, pensato per rendere il percorso più accessibile.

Sul fronte regionale, l’evento ha offerto uno sguardo ampio: nel periodo considerato sono stati 54 i pazienti provenienti da 12 regioni diverse che hanno chiesto supporto al Centro. Il Gruppo interdisciplinare per le malattie neuroimmunologiche (GINI) ha discusso 117 casi in 33 incontri, con la partecipazione di neurologi, neuroradiologi, immunologi, reumatologi e altri specialisti. In campo accademico, il Centro vanta 145 pubblicazioni e 3.669 citazioni, con otto articoli pubblicati su riviste con Impact Factor superiore a 10, tra cui riviste di assoluto rilievo come Lancet Neurology, JAMA Neurology, Nature Immunology, Immunity e Brain.

Le voci delle persone coinvolte hanno trovato spazio durante il convegno, che ha ribadito l’importanza della ricerca e della speranza per il futuro. È stata sottolineata la necessità di una rete di cura capace di mettere in relazione sanità, istituzioni, associazioni e persone direttamente interessate, fondando competenze specialistiche, prossimità e attenzione all’aspetto umano come elementi integrati del percorso assistenziale.

La prospettiva regionale di AISM è stata illustrata da Gianluca Pedicini, presidente nazionale: in Campania si stimano circa 14 mila persone con sclerosi multipla, di cui 7 mila risiedono nella provincia di Napoli. Questi numeri evidenziano la necessità di una rete capace di mettere in contatto centri specialistici, ospedali, servizi territoriali e associazioni per una gestione omogenea ed efficace della malattia.

Il Cardarelli è stato presentato come un’eccellenza operativa capace di tradurre la conoscenza scientifica in assistenza concreta. Le parole del direttore generale Antonio d’Amore hanno richiamato la priorità di trasformare l’eccellenza clinica e la tempestività diagnostica in un percorso di cura continuativo, con una sempre più stretta integrazione tra ospedale e territorio.

In sintesi, l’iniziativa mette in luce una Campania orientata a trasformare la ricerca avanzata in pratiche quotidiane di cura, costruendo una rete di attenzione che collega centri specialistici, strutture ospedaliere e servizi territoriali per offrire un accompagnamento completo alle persone con sclerosi multipla e alle patologie correlate.Una rete multidisciplinare dedicata alla sclerosi multipla sta ridefinendo l’assistenza neuroimmunologica in Italia: nel 2026 un centro di riferimento ha registrato una crescita significativa di attività cliniche, terapie e produzione scientifica, segnando una tendenza che potrebbe influire sul modo di curare la malattia a livello nazionale.

L’attività ambulatoriale complessiva del centro si mantiene su numeri molto alti: tra visite mediche, consulti e controllo, si aggira attorno alle 4.200 prestazioni per anno, con una media settimanale compresa tra 80 e 90 incontri. Nei primi nove mesi del 2026, l’insieme delle visite ambulatoriali ha toccato quota 1.989, segnando un aumento del 59% rispetto al 2024 e attestandosi su una crescita continua nel tempo.

L’attenzione sulla neuroimmunologia resta uno dei perni dell’offerta educativa e diagnostica: nei primi nove mesi del 2026 si sono registrate 930 visite dedicate, contro 332 nel complesso dell’anno 2024. Parallelamente, il Day Hospital ha visto 180 accessi nello stesso periodo, con una proiezione che punta a raggiungere 240 prestazioni entro la fine dell’anno. Le terapie infusive praticate nel periodo ammontano a 1.298; la stima per fine anno è di circa 1.731 trattamenti.

A contatto con il territorio, il Centro ha accolto 54 persone provenienti da 12 regioni diverse, testimonianza di una domanda crescente per un modello di cura capillare e competente. Quanto all’organizzazione clinica, 117 casi sono stati discussi in 33 incontri del Gruppo di Lavoro GINI, che ha visto la partecipazione di Neurologi, Neuroradiologi, Immunologi, Reumatologi e altri specialisti coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico della sclerosi multipla.

La vita scientifica del centro si riflette in un nutrito flusso di pubblicazioni e citazioni: 145 pubblicazioni e 3.669 citazioni, con otto articoli pubblicati su riviste che hanno un Impact Factor superiore a 10. Tra le voci più prestigiose figurano The Lancet Neurology, JAMA Neurology, Nature Immunology, Immunity e Brain, a testimonianza di una attività di ricerca di respiro internazionale.

Prossimi passi e testimonianze arricchiscono la lettura del fenomeno. Una persona affetta da sclerosi multipla ha descritto, attraverso la narrazione dell’esperienza quotidiana, quanto la ricerca e la cura debbano essere vissute come un percorso condiviso. Il messaggio chiave, emergente dal confronto, è che una rete di cura efficace nasce dall’integrazione tra sanità, istituzioni, associazioni e persone coinvolte, costruendo un modello in cui competenze specialistiche, prossimità, ricerca e dimensione umana convivono in modo organico.

In chiusura, gli organizzatori del convegno hanno sottolineato che il futuro della cura della sclerosi multipla passa da una collaborazione reale tra operatori sanitari, ricercatori, pazienti e contesto istituzionale. Un modello che, se continue a essere portato avanti con trasparenza e prudenza scientifica, potrebbe offrire risposte concrete a chi convive con la malattia e rafforzare la rete di assistenza su tutto il territorio.

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