Furto di lapide al cimitero di Castellammare di Stabia: le indagini puntano a chiarire una ricorrente pressione sui registri e sulle concessioni
Questa mattina, i Carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia hanno denunciato il furto di una lapide collocata davanti a un loculo all’interno del cimitero comunale. L’opera in marmo, appartenente a un loculo acquistato nel 2016, è stata rimossa, e gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica del fatto e per individuare i responsabili.
A distanza di due giorni, è emerso un nuovo episodio analogo sempre nel medesimo camposanto. Una donna stabiese di 43 anni, non tornava a visitare il cimitero da circa un anno, e ha scoperto che il loculo da lei regolarmente acquistato tempo fa ora ospitava la salma di un’altra donna, nata nel 1938 e deceduta nel dicembre 2025. Sulla lapide era visibile la sostituzione dei dati della titolare originale, e in alcuni registri cimiteriali sarebbe stata annotata a penna la cancellazione del nome originario.
I militari dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno acquisito documenti dall’archivio del cimitero e hanno avviato verifiche per accertare la correttezza delle concessioni e la titolarità della sepoltura presente nel loculo. Le indagini mirano a comprendere se le irregolarità registrate nei registri possano aver influenzato anche l’assegnazione delle sepolture e la custodia delle concessioni.
La circostanza ha acceso l’attenzione sull’esatto funzionamento dei registri e delle procedure amministrative legate al cimitero di Castellammare di Stabia, un tema cruciale per la trasparenza e la legittimità delle concessioni. Al momento non sono stati comunicati arresti o denunce ulteriori oltre la denuncia per furto, e gli investigatori proseguono con le verifiche per ricostruire l’intera catena di eventi che ha portato alle duplicazioni di dati e all’occupazione impropria di loculi.
Gli inquirenti non escludono che ulteriori riscontri possano emergere dall’analisi degli atti conservati nell’archivio e dalle concessioni registrate nel cimitero. L’indagine resta aperta e, oltre a chiarire le responsabilità, potrebbe fornire indicazioni su possibili correttivi procedurali per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Resta la parola agli accertamenti: i dettagli sulle procedure di registrazione, la validità delle concessioni e l’identità delle persone coinvolte saranno comunicati dagli uffici competenti non appena disponibili. Nel frattempo, la comunità di Castellammare di Stabia è invitata a segnalare eventuali anomalie che notino nei registri o nelle annotazioni dei propri loculi.
