Incarnazioni tutta Napoli: la Notte dei Filosofi trasforma la città in palcoscenico di pensiero vivo
A Napoli, la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta torna a ospitare l’undicesima Notte dei Filosofi, intitolata Incarnazioni. Dal 12 al 15 novembre la manifestazione allarga i propri confini oltre le aule, mettendo la filosofia al centro di un tessuto urbano fatto di arte, cultura e incontri pubblici.
La struttura dell’evento resta identica nel cuore: tre giorni di pubblico dialogo, testimonianze, passeggiate e performance che intrecciano pensiero critico e linguaggi artistici. Giovedì 12 novembre si apre però con una mattinata dedicata agli studenti, nell’ambito di un’anteprima organizzata dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. All’Istituto, gli studenti degli istituti Umberto I e Vittorio Emanuele II-Garibaldi hanno l’opportunità di partecipare a due incontri tematici: “Oltre il corpo, sano, atletico, patologico”, tenuto da Francesco Vincenzo Ferraro, presidente del corso di Scienze motorie e sportive dell’Università telematica UIL di Roma, e “La scuola dei sentimenti” della filosofa Simona Marino.
Venerdì 13 novembre, alle 17:30, l’attenzione si sposta nel cuore del Pietrasanta, dove Giuseppe Ferraro aprirà la serata con “Il corpo, la carne e l’anima del mondo”. A seguire si approfondiscono temi legati al corpo in chiave territoriale e civica: “Il corpo di Napoli” con Pamela Palomba e “Incarnare la pace” con Nino Daniele, già sindaco di Ercolano e assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. La compagine continua con Stefania Abbate e Mohamed Amine Taghouti della comunità SABIR della Cooperativa LESS, che proporranno “Incarnare la memoria del presente”, chiudendo Filomena Nardelli con “Il corpo custode dell’anima nello Yoga”.
Sabato 14 novembre, sempre alle 17:30, i Dialoghi evitano la monotonia dei contenitori accademici: Simona Marino guida la conversazione, accanto a Porpora Marcasciano, sociologa e attivista, che propone “Soggetto desiderante e favolose incarnazioni”. Segue Tiziana Terranova, docente all’Università di Napoli L’Orientale, con “La carne della macchina”; a chiusura la voce di Ali, rappresentante palestinese del Centro Culturale Handala, con “Incarnare la terra”.
Domenica 15 novembre, dalle 10 alle 12, è in programma una passeggiata intitolata “I fili di pensiero”: partenza da Largo Sant’Aniello a Caponapoli fino alla Pietrasanta, dove l’itinerario si chiuderà con danza e voce di Nicoletta Serio, tratta da L’anima e la danza di Paul Valéry.
In parallelo, dal 12 al 15 novembre, la Basilica accoglie una mostra fotografica di Elèna Lucariello, occasione in cui l’immagine restituisce lo stesso filtro sensoriale della parola.
A guidare l’organizzazione resta Filosofia fuori le Mura, con il patrocinio del Comune di Napoli e la collaborazione di Pietrasanta Polo Culturale ETS, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Gabbianella Events, Note d’Autunno e Pellegrini di Pace.
«Corpo è quel che vedo, carne è quel che sento. Il corpo è esposto, guardato, detenuto, minacciato, sempre al passivo dell’altro che lo fa proprio: il corpo è preda. Incarnare è avere anima, sentire il corpo come proprio. Il corpo è oggetto, la carne è politica: è l’insieme delle relazioni, come il nostro starci accanto. Ogni legame è la manutenzione della separazione, la propria e quella dell’altro, dell’altra; il legame che non la sostiene ne fa una proprietà. Sei mia, sei mio, non di me. La coscienza che guarda senza riguardarsi nell’altro perde l’anima, ed è imperdonabile come chi uccide, chi ordina lo sterminio, chi distrugge l’esistenza quotidiana. La felicità non si raggiunge né si conquista: si preserva. La felicità è politica»», così Ferraro chiude il suo intervento, offrendo una chiave di lettura della cornice poetica del festival.
