In Campania si alza il livello di attenzione sull’inquinamento nella valle del Sarno. Un disegno di legge regionale punta a stringere i controlli, introdurre sanzioni amministrative e predisporre percorsi di bonifica coordinati con i comuni interessati, per fermare sversamenti nei terreni e nelle acque.
L’annuncio è stato formulato dal presidente della Regione durante l’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, riunita a Palazzo San Macuto. Secondo quanto riferito da fonti regionali, l’iniziativa non è mirata solo alle multe: la proposta prevede anche responsabilità civile per chi inquina e strumenti per tracciare i reflui lungo la filiera produttiva, con l’obiettivo di evitare scorciatoie tra impianti e terreni agricoli.
Tra le norme illustrate dal testo emergono ispezioni periodiche sui cantieri, requisiti più stringenti per la gestione delle acque di scarico e un piano di tempistica per la chiusura degli scarichi non conformi. L’obiettivo dichiarato è intercettare le emissioni prima che raggiungano le acque superficiali o i terreni agricoli, perché gli effetti si riverberano sull’economia locale, dalla pesca al turismo, fino alle attività sportive legate a un ambiente sano.
In parallelo, a Napoli e nella sua provincia si guarda ai cantieri e agli interventi sulla rete idrica e sulle aree costiere. L’ipotesi di disciplina potrebbe accelerare la chiusura di alcuni casi ancora aperti e intensificare la vigilanza sul territorio. Il governo regionale ha chiesto ai sindaci di predisporre piani di monitoraggio coinvolgendo ASL, Protezione Civile e aziende sanitarie locali, con l’obiettivo di evitare smaltimenti abusivi dei reflui.
Restano da definire i tempi dell’iter: la giunta regionale e la commissione competente dovranno stabilire quali sanzioni effettive verranno applicate, quali criteri guideranno l’adozione dei provvedimenti e quali meccanismi di controllo saranno impiegati. L’approvazione della norma richiederà un sostegno trasversale tra i gruppi politici, ma arriva in una cornice in cui la pubblica opinione chiede risposte concrete e una gestione territoriale più efficace. Napoli resta in ascolto: la salute delle acque è una questione che incide sulla qualità della vita, sul turismo e sulle attività all’aria aperta.
In definitiva, la proposta regionale si presenta come una risposta pratica e mirata alle criticità emerse nel Sarno, con l’obiettivo di mettere ordine nella gestione dei reflui, ridurre i contatti tra industrie e terreni agricoli e rafforzare la tutela ambientale in un tratto di territorio particolarmente sensibile.
