Si è chiuso con una serie di colpi di scena il processo con rito abbreviato legato a una rete di narcotrafficanti operante nel napoletano, con base nel Rione Case Nuove. In tribunale è emersa una lettura differente dei passaggi chiave dell’inchiesta: da una parte una presunta copertura imprenditoriale, dall’altra una serie di condanne per i protagonisti della filiera criminale, tra logistica, trasporto e gestione degli ordini.
L’indagine, sviluppata tra gennaio 2019 e maggio 2020, aveva mappato flussi illeciti e un volume di affari che aveva portato al sequestro di oltre 102 chilogrammi di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina e hashish, destinati alle piazze di spaccio dell’area metropolitana di Napoli e della provincia di Caserta. Il cuore operativo della rete sarebbe stato ospitato in una società di trasporti con sede a Giugliano in Campania, formalmente intestata a un prestanome e gestita da Antonio Mallardo e da un cittadino brasiliano, Dreyck Gusmao de Azevedo. Secondo gli investigatori, quel veicolo aziendale fungeva da schermo per caricare e far circolare la droga, conservandola in modi tanto curiosi quanto inquietanti: pezzi di cocaina nascosti all’interno dei cassetti di normali scrivanie d’ufficio. Il sistema prevedeva anche la rivendita di mobili usati su un gruppo social, intrecciando traffico internazionale di droga e commercio online di seconda mano.
Tra i vertici pesanti della presunta organizzazione, il giudice ha disposto due assoluzioni complete: Vincenzo Marigliano, noto agli ambienti come “Mussolini”, indicato dagli inquirenti come finanziatore occulto e promotore della rete, è stato assolto dalle imputazioni contestate. Anni di attesa e una richiesta di condanna a otto anni formulata dall’accusa non hanno trovato conferma in tribunale. Annullata anche la posizione di Antonietta Cardillo, assoluta come Marigliano.
Diversamente, altre figure hanno visto riconosciuta una responsabilità specifica. Giovanni Risi è stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, mentre Vincenzo Longobardi è stato condannato a quattro anni e quattro mesi. Antonio Mallardo è stato giudicato colpevole e condannato a tre anni, e Rosario Briglia a due anni. Un altro imputato, Mario Cardillo, originario di Secondigliano e noto in passato con vari soprannomi, è stato condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza ha così sostanzialmente ridimensionato l’ipotesi iniziale di associazione per delinquere, pur confermando l’esistenza di una rete organizzata e di una robusta manodopera addetta al rifornimento delle piazze di spaccio della Campania.
La vicenda evidenzia, secondo gli osservatori, la capacità della criminalità di mascherare attività illecite dietro a una facciata imprenditoriale. La logistica, con epicentro a Giugliano, emerge come elemento cruciale della filiera: una “copertura” che non impediva però che le forze dell’ordine ricostruissero un meccanismo ben oliato di approvvigionamento, approdo e distribuzione, in grado di alimentare una rete di droga capillare sul territorio tra Napoli e Caserta.
Il verdetto, pur accompagnato da diverse assoluzioni, traccia una mappa giudiziaria che riflette la complessità dell’inchiesta: una realtà in cui una parte degli imputati è stata ritenuta responsabile di reati connessi alla gestione operativa e alla logistica, mentre i vertici della rete hanno visto un ripensamento e una riduzione delle imputazioni originarie. Secondo quanto emerso in aula, la dinamica resta pur sempre al vaglio degli accertamenti e degli sviluppi, e resta da chiarire l’effettiva estensione della rete, nonché il ruolo di ciascun protagonista all’interno del sistema di distribuzione che ha interessato Napoli e la sua hinterland.
In chiusura, l’esito del rito abbreviato lascia aperte interrogazioni su come si sia modulata la gestione della rete nel tempo e su quali possano essere stati i rapporti tra la parte imprenditoriale e la dimensione criminale. Riguardo alle prospettive future, resta da capire se verranno intrapresi ulteriori passaggi giudiziari o se nuove indagini si concentreranno su eventuali complici e connessioni ancora da chiarire.
