Emergono nuove rivelazioni nell’ambito dell’inchiesta legata all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come ‘Diabolik’. Secondo quanto riportato dal gip Livio Sabatini, sono state scoperte “collaborazioni imprenditoriali nella ristorazione” tra i clan Senese e Caroccia. Tra i nomi citati, quello di Mauro Caroccia, già condannato per intestazione fittizia di beni a favore del clan Senese e attualmente indagato per riciclaggio.
Nelle intercettazioni del 2017, Vincenzo Senese, figlio del boss Michele, proponeva un’alleanza commerciale a Daniele Caroccia, specificando che Fabrizio Piscitelli non doveva far parte dell’investimento, pena il ritiro da parte sua. Questo scambio evidenzia tensioni interne e segni di una frattura tra Piscitelli e il clan, che culminerà nel suo omicidio, avvenuto il 7 agosto 2019.
Le stesse intercettazioni rivelano come Senese tentasse di rassicurare Caroccia, affermando che l’unico scopo della presenza di Piscitelli sarebbe stato trovare un locale idoneo per l’attività. Una connessione che, secondo gli inquirenti, sottolinea la volontà della famiglia Senese di mantenere il controllo esclusivo sulle operazioni imprenditoriali e di escludere ‘Diabolik’ dai loro affari.
Inoltre, emerge un quadro di conflitti di interesse, poiché, nonostante i legami di amicizia storici tra Piscitelli e i Senese, negli ultimi anni questi rapporti erano già profondamente deteriorati. La Commissione Antimafia sta seguendo con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, richiedendo l’accesso agli atti relativi all’omicidio Piscitelli, in vista dei recenti arresti.
L’indagine ha messo in luce come l’omicidio di Piscitelli possa essere stato inscenato a causa della consolidata rottura dei rapporti tra l’ex capo ultras e Michele Senese, considerato il mandante dell’operazione criminale. Questo porta a riflessioni sulle dinamiche di potere e vendetta all’interno dei clan della capitale.
