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Stalla a Pimonte: uccisione di un boss mentre alimentava gli animali

Stalla a Pimonte: uccisione di un boss mentre alimentava gli animali

Ucciso in pieno giorno tra i tornanti dei Monti Lattari: è Francesco Di Martino, 65 anni, noto come Zi Ciccio, capo della frammentata economia criminale della zona di Pimonte. L’amministrazione della dinamica dell’omicidio è affidata ai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, intervenuti subito sul luogo del delitto, dove il corpo è stato ritrovato nei pressi di una stalla in via Gesinella.

La scena del crimine è stata immediatamente messa sotto sorveglianza e analizzata minuziosamente dai militari, che stanno setacciando la zona per ricostruire i movimenti dei sicari e l’esatta successione dei fatti. I rilievi integrano l’esame delle immagini di videosorveglianza presenti nell’area e l’acquisizione di eventuali testimoni, un lavoro che potrebbe chiarire quante persone abbiano partecipato all’agguato e qual è stata la via di fuga.

Secondo gli inquirenti, la linea investigativa principale sembra indirizzarsi verso il cartello Afeltra-Di Martino, una cosca che da decenni gestisce porzioni di territorio montano e controlla un lucrativo sistema criminale legato al traffico di droga e alla coltivazione intensiva di marijuana, noto come la filiera Green Life. La Dda di Napoli coordina l’indagine, e non sarebbero escluse altre piste: il quadro resta aperto a sviluppi futuri mentre si cerca di capire se l’omicidio rappresenti un’azione di consolidamento del potere o una vendetta legata a vecchie contese.

La vittima non era nuova al giro della criminalità: Di Martino era già noto dai precedenti collapse criminali che hanno interessato i Monti Lattari. Una narrazione che si incrocia con un episodio di aggressità ricorrente tra fazioni rivali, già testimoniato da una sequenza di eventi bloodsi che hanno accompagnato la gestione del territorio. A tal proposito, l’indagine si allinea con una parabola criminale molto legata alle dinamiche interne al clan: sequestri, ritrovamenti di arsenali e una rete logistica gestita dal gruppo che, tra alti e bassi, ha dominato la scena locale per anni.

Il contesto attuale sembra dunque confermare una stagione di tensioni che potrebbe riaccendere una guerra di potere tra fazioni della camorra nei Monti Lattari e nella penisola sorrentina. A due mesi di distanza da un episodio di sangue verificatosi in località Zappino, lungo la strada che collega Pimonte ad Agerola, dove fu ucciso Raffaele Afeltra, detto o Burraccione, cofondatore della medesima cosca, gli investigatori leggono segnali di una faida tutt’altro che chiusa. Afeltra era uscito di prigione nel 2023; quel fattore temporale alimenta la percezione di una vendetta maturata in silenzio e pronta a riaccendere vecchie contese.

La vicenda riapre il capitolo delle operazioni antimafia legate al cosiddetto Green Life: nel 2022, durante un vasto intervento, i carabinieri trovarono un covo fortino nascosto tra i monti, con armi, denaro contante, travestimenti e enormi quantitativi di droga. Tra i reperti rinvenuti spiccò un libro mastro, ancorato a una rete di conti e flussi economici che hanno permesso di tracciare l’organizzazione criminale nel tempo. Da quel patrimonio investigativo è scaturita la prospettiva di una struttura capace di gestire non solo territorio, ma anche una complessa supply chain criminale.

Gli inquirenti hanno sottolineato che l’omicidio di Di Martino non è considerato un fatto isolato, bensì un tassello di una complessa ricostruzione criminale che riguarda chi controlla i passaggi tra boschi, tornanti e insenature dove la camorra ha storicamente trovato rifugio per operare. Per ora l’indagine procede senza dare alcuna conferma sui responsabili, ma la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha già intensificato la sorveglianza sull’intera area, determinata a mettere fine a una stagione di violenza che rischia di diventare destabilizzante per l’intero comprensorio.

In attesa di ulteriori sviluppi, gli osservatori restano col fiato sospeso: la mole di indizi, i reperti acquisiti e le testimonianze da verificare potrebbero fornire una chiave definitiva sulle dinamiche interne al clan Afeltra-Di Martino e sull’eco di questa nuova fase di tensione tra le pendici dei Monti Lattari e la costa vicina. Gli accertamenti continuano, con la procura e le forze dell’ordine impegnate a fare luce su una vicenda che potrebbe ridefinire equilibri criminali radicati da tempo.

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