Capodichino 2035 non è soltanto un aeroporto: è la cornice di una rigenerazione urbana pensata per Napoli. Il piano quadro propone uno sviluppo capace di unire sport, welfare e mobilità, mettendo al centro i quartieri popolari e le loro necessità quotidiane.
La visione, aggiornata dal Masterplan 2035 presentato il 14 settembre 2026, prevede investimenti complessivi di 250 milioni di euro entro il 2035, con l’obiettivo di raggiungere 17,3 milioni di passeggeri all’anno e trasformare Capodichino in un city airport intercontinentale. Il progetto include l’introduzione di un secondo terminal dedicato ai voli extra-Schengen e interventi mirati su infrastrutture, viabilità e integrazione con la città.
La governance partecipata resta al centro: assemblee di quartiere, tavoli pubblici con bilanci trasparenti, co-progettazione di servizi e offerte culturali. Si prevedono protocolli di co-gestione tra Comune, imprenditoria locale e associazioni sportive e bandi mirati per sostenere start-up sociali legate allo sport e al turismo responsabile.
Tuttavia, nuove evidenze richiedono temporanee misure operative. Il 29-30 ottobre 2026 è stata confermata la chiusura dell’aeroporto per lavori di riqualificazione della pista nel periodo 1-30 novembre 2026. Durante la chiusura i voli sono sospesi; sono state avviate deviazioni verso Salerno Costa d’Amalfi e collegamenti bus sostitutivi Napoli Garibaldi – Salerno. Circa 15 destinazioni sono state spostate a Salerno: 6 nazionali e 9 internazionali. Sono state predisposte disposizioni di accompagnamento: servizi di bus tra Napoli Piazza Garibaldi e Salerno, con dettaglio di alcune destinazioni servite da Salerno durante la chiusura.
Non si tratta solo di riqualificare lo spazio aereo: si tratta di una trasformazione graduale che punta a mantenere l’equilibrio tra rapidità di intervento e metodo condiviso. Il potenziamento della viabilità, l’integrazione con la metropolitana cittadina e la valorizzazione delle aree vicine ai gate mirano a portare benefici alle scuole, alle palestre, alle imprese di quartiere e alle associazioni sportive.
Se Napoli saprà combinare rapidità e metodo partecipato, Capodichino potrebbe davvero diventare la piattaforma di rigenerazione finora mancante per i quartieri e per chi li attraversa.
