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Napoli, corteo di protesta: sfogliatelle e cornetti offerti agli agenti con il messaggio «Non siete voi il problema»

Napoli, corteo di protesta: sfogliatelle e cornetti offerti agli agenti con il messaggio «Non siete voi il problema»

Napoli stamattina è stata il palcoscenico di una protesta che ha seguito i rivendicati contro il caro-vita e le spese militari. In via Alessandro Volta, a pochi passi da via Marina, una delegazione di manifestanti ha intercettato le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, offrendo loro dolci tradizionali napoletani come gesto di distensione.

La scena, pacata ma significativa, ha visto alcuni presenti avvicinarsi ai reparti per consegnare sfogliatelle e cornetti, accompagnando l’atto con parole di solidarietà. “Fanno solo il loro dovere, hanno anche loro figli e devono fare benzina”, hanno spiegato i manifestanti, che hanno voluto trasformare un momento di tensione in una piccola palestra di umanità nel cuore di una mobilitazione che non ha rinunciato a denunciare le difficoltà quotidiane della cittadinanza.

Il corteo, partito nei contenuti dalla protesta contro l’aumento del costo della vita e la percezione di salari insufficienti, ha mantenuto il suo tratto di protesta pur accogliendo questo gesto simbolico. Il clima rimane stato di mobilitazione, con i manifestanti che hanno ribadito la richiesta di investimenti pubblici in servizi essenziali e non in armamenti.

Tra i rappresentanti del sindacato presente al corteo, a margin di una giornata particolarmente densa di riflessioni, è intervenuto Enzo De Vincenzo, del coordinamento Campania dell Usb. Ha descritto una situazione dove cresce la frustrazione delle famiglie, costrette a fare i conti con bollette sempre più salate e una capacità di spesa sempre più limitata. “Siamo in una situazione in cui la gente non riesce più a mettere il piatto a tavola, ha difficoltà ad arrivare a fine mese, non riesce più a pagare il carburante e le bollette, non si cura più perché non ci sono più soldi e non c’è una sanità pubblica”, ha dichiarato a margine del corteo.

De Vincenzo ha poi posto l’accento sull’allocazione delle risorse pubbliche, chiedendo che priorità vadano dati a salari, sanità, trasporti e istruzione, piuttosto che alle spese militari. “Andrebbero investiti i soldi nei salari, nella sanità, nei trasporti, nelle scuole ma i soldi vengono investiti nelle guerre e nel riarmo”, ha aggiunto, sottolineando la posizione contraria del sindacato alle politiche di militarizzazione.

Questa giornata di protesta napoletana si inserisce in una mobilitazione più ampia, che Usb descrive come estesa anche a porti di altre nazioni. “Oggi in tutti i porti del mondo si sciopera contro il traffico d’armi e contro la cultura della guerra e del genocidio. Noi siamo contro queste logiche”, ha concluso De Vincenzo. In città, dunque, la giornata ha visto un intreccio tra rivendicazioni sociali e un gesto di umanità condivisa, senza però alterare la cornice generale della mobilitazione.

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