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Quattro versioni del trapianto di Domenico: chat WhatsApp rivela le modifiche al diario clinico per nascondere un errore sul cuore congelato

NAPOLI – Un’inchiesta che si fa sempre più complessa quella riguardante la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore andato male nel dicembre del 2025. Dalle…

Quattro versioni del trapianto di Domenico: chat WhatsApp rivela le modifiche al diario clinico per nascondere un errore sul cuore congelato

NAPOLI – Un’inchiesta che si fa sempre più complessa quella riguardante la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore andato male nel dicembre del 2025. Dalle indagini condotte dalla Procura di Napoli, con il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, è emersa una preoccupante “manipolazione” del diario clinico da parte dei medici coinvolti.

Le comunicazioni su WhatsApp tra i chirurghi, sotto l’analisi dei carabinieri del NAS e del colonnello Alessandro Cisternino, rivelano che ci sono state ben quattro versioni del referto operatorio. In particolare, gli scambi di messaggi mostrano come le tempistiche relative all’inizio della cardiectomia siano state modificate in modo tale da nascondere irregolarità.

Le diverse versioni del referto

La dottoressa Emma Bergonzoni e la specializzanda Mariangela Addonizio hanno redatto diverse stesure del documento datato 26 dicembre 2025. Nella prima e nella seconda stesura, l’inizio della rimozione del cuore viene associato all’arrivo dell’équipe medica da Bolzano. Nella terza e nella quarta, invece, la cronologia cambia radicalmente: l’asportazione del cuore è posticipata, iniziando solo al momento dell’estrazione del nuovo organo dal frigo-box.

Questa variazione è cruciale per gli inquirenti, poiché serve a giustificare ritardi nell’intervento legati all’uso di un contenitore inadeguato, che ha provocato il congelamento dell’organo.

Misure cautelari e futuro giudiziario

Il Giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino, ha già disposto misure cautelari che includono l’interdizione dalla professione per un anno per i medici Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. La situazione si complica ulteriormente con l’approssimarsi del 11 settembre, giorno in cui il Tribunale del Riesame di Napoli valuterà l’appello presentato dai legali dei professionisti coinvolti, mentre la comunità si interroga su come sia stato possibile giungere a tale tragedia.

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