Cronaca di Napoli
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Piano operativo urgente per il Sud: azioni concrete per il rilancio necessario

Tra frammentazione dei servizi e incertezza normativa, Napoli e il Mezzogiorno pagano lo scotto del regionalismo: dieci misure pratiche per uscire dallo stallo e assicurare cure e diritti sul territorio.

Piano operativo urgente per il Sud: azioni concrete per il rilancio necessario

A Napoli e nel Mezzogiorno, il tema del fine vita si presenta come una sfida complessa, ostacolata da una rete di servizi frammentata e poco navigabile per le famiglie che assistono malati terminali. La situazione attuale è ben lontana dall’ideale, in quanto la legislazione sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento coesiste con modelli sanitari regionali che spesso disattendono le norme nazionali.

Questa disparità genera significative differenze nell’accesso a cure palliative domiciliari, causando attese lunghe e difficoltà nell’implementazione delle volontà espresse dai cittadini. Le famiglie, sotto stress, si trovano a dover affrontare trasferimenti lontani e complesse scelte burocratiche, mentre gli operatori sanitari sono continuamente esposti a rischi legali e a incertezze professionali.

Per affrontare questa situazione è necessaria un’azione concreta. È fondamentale che la Conferenza Stato-Regioni adotti standard minimi obbligatori per le cure palliative e la registrazione delle disposizioni anticipate, garantendo così che i diritti riconosciuti a livello nazionale possano essere effettivamente realizzati in tutte le regioni. Inoltre, le ASL devono istituire unità mobili integrate di cure palliative, facilitando l’accesso ai servizi direttamente al domicilio del paziente e minimizzando ricoveri non necessari.

Un altro passo cruciale è la creazione di un registro digitale nazionale delle DAT, accessibile dai medici e in grado di supportare aggiornamenti e revoche in modo chiaro e semplice. Sul fronte legislativo, è fondamentale che Roma introduca normative che tutelino legalmente gli operatori, stabilendo meccanismi di finanziamento incentivati da indicatori di performance operativa.

A livello locale, Napoli ha la possibilità di agire immediatamente: è necessario istituire sportelli informativi, sviluppare protocolli condivisi tra Comune, ASL e strutture ospedaliere per garantire dimissioni adeguate, e stringere collaborazioni con il terzo settore per fornire supporto alle famiglie. È tempo di passare dalle parole ai fatti, con un piano operativo che definisca scadenze, responsabilità e risorse.

Se il Mezzogiorno intende chiudere il divario in materia di diritti sul fine vita, è imperativo tradurre l’attenzione civile in misure amministrative e legislazioni efficaci, non solo teoriche. La sfida è cruciale: garantire dignità e qualità di vita anche nelle fasi finali, portando alla luce la necessità di un sistema che funzioni realmente per la comunità.

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