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Contrabbando di carburanti: il ruolo di Salvatore Fido nel clan Mazzarella di Napoli

Napoli – La criminalità organizzata napoletana trova nuove opportunità d’affari nei cosiddetti “condotti” dei depositi di carburante, trasformando un business apparentemente pulito in una fonte illecita di immense risorse economiche. Questo nuovo filone d’attività è emerso…

Contrabbando di carburanti: il ruolo di Salvatore Fido nel clan Mazzarella di Napoli

Napoli – La criminalità organizzata napoletana trova nuove opportunità d’affari nei cosiddetti “condotti” dei depositi di carburante, trasformando un business apparentemente pulito in una fonte illecita di immense risorse economiche. Questo nuovo filone d’attività è emerso in un’operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha reso definitivo, il 15 luglio 2026, il dispositivo cautelare che ha colpito la rete di smistamento di carburante non tassato, dopo il rigetto dei ricorsi da parte della Corte di Cassazione. I vertici dell’organizzazione ora affrontano un lungo periodo di detenzione a seguito delle indagini.

Struttura Illecita e Rifornimenti Internazionali

L’inchiesta ha svelato una rete estesa e ben organizzata, in grado di rifornirsi di carburante da fornitori nazionali e internazionali. Grazie a queste connessioni, i membri del sodalizio riuscivano ad importare prodotto energetico senza pagare le relative accise e IVA, rivendendolo attraverso distributori e depositi compiacenti, vendendo merce “in nero” e sfuggendo ai controlli fiscali.

I dati forniti dalla Finanza parlano chiaro: sono stati sequestrati 133.796 litri di carburante, ma la frode totale supera i 10,1 milioni di litri, con un danno erariale stimato di circa 8 milioni di euro. Tra i nomi coinvolti, si distingue Salvatore Fido, conosciuto come ‘o chiò e ritenuto uno dei principali esponenti del clan Mazzarella, insieme a Gabriele Amodio e Giuseppe Savino, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di carburante con aggravante mafiosa.

Mentre Fido e Amodio hanno immediatamente affrontato le conseguenze della misura cautelare, Savino ha tentato la fuga in Grecia. Tuttavia, la sua latitanza si è conclusa il 25 agosto, con la resa alle autorità italiane.

Salvatore Fido: Un Regista della Criminalità

Fido, classe 1987, è diventato una figura di riferimento all’interno del clan Mazzarella. La sua carriera nel crimine organizzato ha preso piede rapidamente, e nel 2018 fu arrestato dopo un lungo periodo di fuggitività, rintracciato in un rifugio a Giugliano in Campania.

Considerato uno stratega carismatico, Fido è noto per aver orchestrato conflitti violenti, dimostrando la capacità del clan di adattarsi colpendo non solo in strada ma anche nelle industrie legali. Il suo coinvolgimento nel traffico di carburante segna la diversificazione delle attività mafiose, dove l’«oro nero» è ormai un asset fondamentale in grado di produrre sostanziali profitti.

Questa operazione ribadisce come le nuove forme di criminalità non rinunciano alla violenza, ma si specializzano anche in economie più raffinate, sempre nel perseguire l’obiettivo di massimizzare il profitto.

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