Le recenti pedane installate sul Lungomare di Napoli per l’America’s Cup hanno riacceso un dibattito mai sopito: la necessità di restituire la costa ai cittadini, anziché tenerla dietro barriere temporanee. Queste strutture hanno sollevato un malcontento crescente tra residenti e frequentatori della promenade, che vedono in esse non solo un ingombro, ma una vera e propria interruzione della connessione con il mare.
Comitati civici e associazioni locali denunciano che tali installazioni rappresentano una limitazione all’accesso pubblico, alterando la percezione dello spazio collettivo e l’accesso alla bellezza naturale della costa. Le richieste sono chiare e puntano a garantire che, una volta conclusi gli eventi legati alla manifestazione, le pedane vengano smontate e che il lungomare venga restituito nella sua forma originale, privo di segni permanenti che possano alterare la fruizione futura.
Di contro, l’amministrazione comunale è chiamata a giostrare tra le opportunità economiche derivanti da eventi internazionali e la fruibilità degli spazi pubblici. Il vero dilemma è come armonizzare gli interessi dei cittadini con le esigenze commerciali, stabilendo termini chiari per la durata delle installazioni e garanzie sull’accessibilità post-evento.
La questione promette di rimanere sotto osservazione nei prossimi giorni, con residenti e comitati già pronti a presentare richieste ufficiali per avere chiarezza sui tempi di rimozione e sulla promessa di ripristino degli accessi alla spiaggia. Seppur l’America’s Cup porti Napoli all’attenzione globale, il vero obiettivo è assicurare che il Lungomare rimanga uno spazio vivibile per tutti i suoi abitanti, senza lasciare dietro di sé un indelebile segno di esclusione.
