Un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli ha portato a un sequestro di beni per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro, coinvolgendo presunti illeciti legati alla gestione del Centro Universitario Sportivo (CUS) di Napoli. Il caso ha suscitato l’attenzione per la portata delle accuse, tra cui peculato, riciclaggio e autoriciclaggio, e i nomi di alcuni protagonisti di spicco.
Ad essere indagati in questa vicenda sono Elio Cosentino, ex presidente del CUS e conosciuto docente di Gestione urbanistica alla Federico II, così come suo figlio Claudio Yannick Cosentino e la moglie Elisabeth Katharina Wisskirken. Le indagini, avviate a seguito di una denuncia da parte della nuova presidente del CUS, Paola Del Giudice, hanno messo in luce un meccanismo di appropriazione indebita di risorse pubbliche e private.
Le irregolarità riscontrate si sono concentrate su attività finanziarie dal 2018 al 2024, in cui Cosentino avrebbe sistematicamente sottratto fondi per oltre 4,5 milioni di euro, utilizzando anche una seconda associazione sportiva priva di autonomia gestionale. Questi movimenti comprendono bonifici, versamenti di contante e accrediti tramite POS, spesso effettuati in orari insoliti, persino durante assemblee decisive per la governance dell’associazione.
Parte delle risorse, ammontante a 2,5 milioni di euro, sarebbe stata trasferita verso conti in Germania, conclusione che ha richiesto un’adeguata cooperazione internazionale.
Il Nucleo di polizia economico-finanziaria e il 2° Nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza di Napoli hanno portato avanti le indagini sotto la direzione del procuratore aggiunto Giuseppina Loreto e del pm Luigi Landolfi. La situazione ha sollevato preoccupazioni sul corretto utilizzo dei fondi e sull’integrità delle istituzioni sportive universitarie.
L’enorme valore delle risorse sottratte ha fatto sorgere interrogativi sull’efficacia dei controlli all’interno del CUS, fino a ora considerato un punto di riferimento nel panorama sportivo del Mezzogiorno. Come si evolveranno le indagini e quali misure saranno adottate dalle autorità competenti rimane da vedere, ma la portata dell’operazione indica un tentativo deciso di affrontare il problema della gestione irregolare nei settori pubblici e sportivi.**Indagini sul Cus Napoli: il patrimonio dell’ex presidente nel mirino della magistratura**
L’attenzione della magistratura si è concentrata su Elio Cosentino, ex presidente del Cus Napoli, accusato di un uso illecita dei fondi universitari. L’inchiesta, che ha coinvolto la Guardia di Finanza, ha svelato un episodio di trasferimenti finanziari all’estero, con quasi 2,5 milioni di euro diretti verso la Germania. Di questi, oltre 1,9 milioni risultano accreditati su conti riconducibili ai familiari dell’ex dirigente.
Particolarmente significativo è l’uso di queste risorse, che sarebbero state destinate a soddisfare vizi personali: dal settore sportivo, con abbonamenti e biglietti per eventi di calcio come quelli del Colonia e del Bayer Leverkusen, fino a corsi di tennis di alto livello alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy e persino spese per shopping su piattaforme come Amazon e Apple. Questo utilizzo dissennato dei fondi pubblici è stato ulteriormente amplificato da spese per voli e soggiorni in hotel.
Nell’ambito delle indagini, alcuni beni sono stati già sequestrati, inclusi veicoli di alta gamma come una Mercedes-AMG e un’Audi Sport RS Q8, intestati rispettivamente al figlio e alla moglie di Cosentino, anche se con sede legale in Germania.
Questo scandalo segna la fine di un’epoca per il Cus Napoli: Cosentino, figura di riferimento nello sport universitario italiano, ha guidato l’ente ininterrottamente dal 1985, dopo una precedente gestione che risale addirittura agli anni ’60. Oggi, però, la sua lunga carriera è travolta da un’inchiesta che mette in discussione non solo la sua reputazione, ma anche l’integrità dell’organizzazione che ha diretto per decenni.
