Allo stadio Maradona, l’assenza di atti amministrativi si fa sentire pesantemente, creando non pochi problemi alla gestione degli eventi sportivi. Le ordinanze di matchday e i relativi allegati operativi non sono stati pubblicati nei tempi previsti, un errore che va oltre la burocrazia e tocca questioni fondamentali di sicurezza pubblica.
Quando le comunicazioni necessarie mancano, non sono solo documenti a rimanere in sospeso: si compromettono le operazioni quotidiane di steward, personale sanitario e forze dell’ordine. La mancanza di disposizioni chiare genera confusione su chi debba coordinare i presidi, su quali vie garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e sulle procedure da seguire in caso di emergenze. In una città dove il calcio è una festa ma anche una sfida logistica, queste incertezze possono portare a conseguenze gravi.
Si delineano così tre scenari possibili: il primo, il più auspicabile, prevede un intervento corretto che consenta una gestione efficiente — con la pubblicazione immediata degli atti e una chiara comunicazione operativa da parte di Comune, Questura, ASL e servizi di trasporto. Il secondo, quello più comune in mancanza di un intervento proattivo, porta a incidenti operativi: ingorghi, sovraffollamento e soluzioni dell’ultima ora che aggravano situazioni già complesse. Infine, vi è la prospettiva più pericolosa: un vuoto di responsabilità, dove l’assenza di atti formali rende difficile attribuire compiti e responsabilità, con possibili conseguenze anche legali.
Non si tratta di mere speculazioni. Situazioni recenti nella zona metropolitana hanno dimostrato come simili mancanze abbiano portato a disservizi nel deflusso post-evento e a incertezze operative. Se l’amministrazione non corre ai ripari, il rischio principale è l’incidente operativo: non necessariamente catastrofico, ma sufficiente a generare disagi e ritardi nei soccorsi, ripercuotendosi sui residenti dei quartieri circostanti.
Le soluzioni sono note e urgenti: pubblicare senza ulteriori indugi le ordinanze e gli allegati, chiarendo compiti e catene di responsabilità; riunire la cabina di regia con Questura, ASL, Protezione Civile e gestori dei trasporti per definire percorsi e presidi medici; formalizzare i compiti degli steward con verbali e prove pratiche. Se i preparativi iniziali sono indicatori di ciò che ci si può aspettare, la palla è ora nel campo del Comune: garantire trasparenza e chiarezza prima del prossimo fischio è essenziale non solo per i tifosi, ma per tutta la comunità.
