Cronaca di Napoli
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Funerali bloccati per il boss «Nerone»: inquirenti indagano su omicidio Afeltra e possibili tradimenti.

Pimonte – La scomparsa di Raffaele Afeltra, noto come “Burraccione”, ha avuto un epilogo avvolto da un’inaspettata severità, lontano da ogni cerimonia pubblica. Solo un rito di benedizione, riservato a pochi familiari, si è svolto all’alba…

Funerali bloccati per il boss «Nerone»: inquirenti indagano su omicidio Afeltra e possibili tradimenti.

Pimonte – La scomparsa di Raffaele Afeltra, noto come “Burraccione”, ha avuto un epilogo avvolto da un’inaspettata severità, lontano da ogni cerimonia pubblica. Solo un rito di benedizione, riservato a pochi familiari, si è svolto all’alba in un cimitero presidiato dalle forze dell’ordine, a simbolizzare l’esclusione di qualsiasi manifestazione di rispetto pubblico, in linea con i protocolli per delitti di natura camorristica.

Dopo l’autopsia, la salma di Afeltra, figura storica legata ai clan Afeltra-Di Martino, è stata trasferita direttamente nel camposanto di Pimonte. Un provvedimento necessario per prevenire possibili disordini o ritorsioni, considerando il suo passato criminale e il potere accumulato nel tempo.

Indagini in corso

La morte di Afeltra, avvenuta domenica a Zappino, ha messo in luce un quadro complesso: il suo stile di vita autoritario sembra aver creato nemici anche all’interno della sua stessa cerchia. Gli inquirenti, guidati dai Carabinieri di Castellammare di Stabia e dalla DDA di Napoli, stanno esaminando la figura di un “imprenditore della camorra”, il quale controllava e gestiva tutti gli affari maggiormente lucrativi nella zona, dalle estorsioni alla gestione degli appalti pubblici, inclusi i fondi legati al PNRR.

Al giro di affari dell’ex capo clan, i suoi affiliati ricevevano solo briciole, limitandosi principalmente al traffico di sostanze stupefacenti, mentre Afeltra ostentava un imponente potere, muovendosi sul territorio senza protezione.

La dinamica dell’agguato

Il delitto di Afeltra è apparso come un’operazione chirurgica studiata nei minimi dettagli. Durante una sua visita in montagna, accompagnato dal genero, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco sparati da sicari esperti, che hanno mirato unicamente a lui. Il genero, pur rimanendo illeso, è stato ascoltato dagli investigatori per ricostruire quanto accaduto e scoprire eventuali anomalie nei giorni precedenti.

È stato inoltre sequestrato il telefono di Afeltra, la cui analisi potrebbe rivelare informazioni cruciali relative a contatti e attività recenti.

Piste investigative: la questione del tradimento

A seguito dell’omicidio, le forze dell’ordine hanno intensificato le perquisizioni nei Monti Lattari. Le indagini si concentrano su un gruppo ristretto di individui capaci di maneggiare armi di precisione. Gli inquirenti stanno elaborando l’ipotesi di un “tradimento interno”: chi ha eseguito l’omicidio sapeva esattamente dove Afeltra si sarebbe trovato.

In questo contesto, la recente liberazione di alcuni esponenti del clan offre un’idea di potenzialità ristrutturazione delle alleanze, facendo presagire una lotta interna per il potere, con l’intenzione di sgominare la leadership centralizzata di Afeltra e riequilibrare i rapporti di forza nel mondo criminale della zona.

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