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Giovanni Ascione, boss di Ercolano, torna in libertà dopo due decenni: l’annuncio sui social.

Ercolano – Giovanni Ascione, 62 anni, è tornato in libertà oggi, dopo vent’anni di detenzione. Considerato un personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, aveva ricevuto una condanna nel 2005 per traffico di sostanze stupefacenti. La…

Giovanni Ascione, boss di Ercolano, torna in libertà dopo due decenni: l’annuncio sui social.

Ercolano – Giovanni Ascione, 62 anni, è tornato in libertà oggi, dopo vent’anni di detenzione. Considerato un personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, aveva ricevuto una condanna nel 2005 per traffico di sostanze stupefacenti.

La sua scarcerazione, avvenuta presso il carcere di Secondigliano, ha generato un vero e proprio evento mediatico. Ascione aveva anticipato la notizia attraverso un post su TikTok, accompagnato da immagini festose di fuochi d’artificio, che ha riscosso numerosi “like” e commenti di congratulazioni, in particolare da parte di membri di famiglie criminali alleate con i suoi.

Una storia di violenza e rivalità

Il clan Ascione, legato ai Papale, ha fatto la storia della camorra di Ercolano, segnando un periodo caratterizzato da sanguinose faide nei primi anni 2000. La rivalità con il clan Birra-Iacomino ha portato a una scia di sangue, con molti omicidi, tra cui vittime innocenti. Il conflitto si è concentrato sul controllo del mercato della droga e del pizzo.

Le conseguenze del ritorno

Con il rilascio di Ascione, le autorità sono in allerta. La sua posizione di terzo fratello e il suo background criminale pongono interrogativi sul futuro della cosca. I due fratelli maggiori, Raffaele e Mario, sono deceduti, e gli attuali membri del clan, tra cui Immacolata Adamo, visibilmente attiva e detenuta, rendono ancora più complicata la situazione. Una potenziale ripresa delle attività mafiose potrebbe avere conseguenze rilevanti per la sicurezza della zona.

Le forze dell’ordine continueranno a monitorare attentamente ogni movimento di Ascione, consapevoli che il suo ritorno potrebbe riaccendere vecchie rivalità e violenze nel territorio vesuviano.

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