Caivano, richiesta di 84 anni di pena per il clan del 10eLotto
In un contesto che alimenta paura e sfiducia, il Bronx di Caivano si rivela un palcoscenico di movimenti illeciti e strategie astute. Proprio ieri, la Direzione Distrettuale Antimafia ha presentato richieste di condanna che superano gli ottant’anni di reclusione, smascherando un sistema criminale intricato e spietato, mirato al riciclaggio di denaro sporco attraverso il gioco d’azzardo.
Tutto è iniziato il 7 febbraio 2023, quando un tentativo di rapina a Francesco Pezzella, noto come “Francuccio Pane ’e Ran”, ha messo in luce una vera e propria spedizione punitiva, collocata nel turbolento ambiente della droga locale. In un quartiere già segnato da violenza e omertà, le indagini si sono concentrate su un appartamento in via Atellana, dove i Carabinieri hanno scoperto una ricevuta da 150mila euro. Una cifra impressionante che ha rivelato la natura illecita delle operazioni in corso.
Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni, il clan di Caivano aveva elaborato un’operazione quasi “manageriale”: attraverso la vincita di biglietti del “10eLotto”, si procuravano i veri titoli vincenti, pagando i legittimi proprietari con denaro contante, proveniente dalle loro piazze di spaccio. “Uniamo strategia e fortuna”, affermano alcuni esperti del settore. “Una commistione letale tra crimine e gioco legale”.
Tra i nomi chiave coinvolti, figura Raffaele Zambella, considerato il cervello del meccanismo, per il quale sono stati richiesti ben 9 anni di carcere. Ma non è l’unico: anche altri membri del clan, come i Leodato e gli Alibrico, hanno ricevuto richieste di pene severe, per un totale di oltre 83 anni.
Le richieste del pm rappresentano non solo l’epilogo di un’indagine lungo un anno, ma anche un monito forte: il sistema di riciclaggio ha ramificazioni ben più profonde di quanto si pensi, trasformando il Bronx in un hub di affari illeciti. E mentre le autorità tentano di arginare la questione, la comunità resta in allerta, preoccupata per il futuro.
“Nel quartiere c’è molta preoccupazione”, testimonia un residente. “I ragazzi sono sempre più coinvolti in questi giri e ci sentiamo sempre più insicuri”. La domanda ora resta aperta: riusciranno le forze dell’ordine a smantellare completamente queste reti di crimine o il modello si replicherà in altri angoli della città? Le prossime mosse saranno decisive.

