Napoli – Una giornata che doveva celebrare il rispetto e la libertà si è trasformata in un incubo di violenza al Napoli Pride 2026. Il corteo, che da anni è un simbolo di unità e partecipazione, è stato interrotto da un gruppo violento al suo arrivo in piazza Dante, lasciando i partecipanti in uno stato di shock e paura.
Il motivo scatenante? La pacifica presenza di alcuni membri dell’associazione ebraica Lgbt+ Keshet, che avevano manifestato il loro sostegno alla causa. Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, un gruppo di circa venti persone ha bloccato il corteo, dando inizio a un’aggressione fisica e verbale che ha suscitato grande preoccupazione tra i presenti.
“Abbiamo assistito a momenti di pura follia: spintoni, insulti e addirittura sputi,” racconta uno degli organizzatori visibilmente provato. La situazione è rapidamente degenerata, con il lancio di palloncini pieni di sostanze urticanti e insulti di stampo antisemita. La kippah di alcuni ragazzi è stata strappata con minacce e offese che hanno offeso la dignità di tutti.
L’aggressione si è estesa anche al palco, dove il gruppo violento ha tentato di forzare le transenne per proseguire le violenze. Solo grazie all’intervento pronto della Polizia di Stato i membri di Keshet e gli altri partecipanti sono riusciti a rifugiarsi nel backstage, mentre il caos imperversava all’esterno.
A conclusione dell’evento, Antonello Sannino, leader del Pride, ha denunciato le violenze dal palco: “È inaccettabile. L’odio e l’antisemitismo non possono rimanere impuniti.” La sua denuncia non si è limitata ai fatti di quel giorno, ma ha fatto riferimento anche a un clima di ostilità crescente che le associazioni avevano percepito nelle settimane precedenti tramite insulti sui social.
In risposta all’aggressione, gli organizzatori del Napoli Pride hanno già annunciato una serie di misure legali, promettendo di fornire nomi e dettagli delle violenze alle autorità competenti. “Lavoreremo per assicurarci che questa vicenda non venga archiviata,” affermano. Inoltre, un incontro urgente con il Prefetto e il Sindaco è in programma per garantire maggiore sicurezza e supporto alle associazioni vulnerabili.
Con la tensione che ancora si respira nel quartiere, resta aperta la domanda su come la città affronterà questo episodio di intolleranza. Il Napoli Pride è determinato a continuare la sua lotta per i diritti civili, ma la comunità si interroga su quale sarà il prossimo passo e se le istituzioni risponderanno adeguatamente alle loro richieste di protezione.

