Napoli è in lutto per la perdita di Elio Cotena, una delle icone del pugilato locale, scomparso all’età di 80 anni nei giorni scorsi. La notizia rimbalza sui social, diffusa dal figlio Luciano, che ha annunciato il funerale previsto per domani alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio, a Posillipo, quartiere che ha visto crescere il campione.
La carriera di Cotena è stata una parabola di successi e sfide. Rappresentante dell’Italia alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, sebbene eliminato agli ottavi in un incontro controverso, il suo nome ha risuonato nel panorama sportivo europeo. Nel 1975, ha conseguito il suo trionfo più grande, conquistando il titolo europeo in un match memorabile con lo spagnolo Josè Antonio Jimenez, sul ring di Napoli, dove la sua determinazione lo ha portato a vincere per KO.
Dopo il ritiro nel 1979, Cotena ha continuato a contribuire al mondo del pugilato non solo come organizzatore di eventi, ma anche come mentore per talenti emergenti come Patrizio Oliva e Giovanni Parisi. La sua impronta nel mondo sportivo napoletano si riflette anche nell’importante ripresa della storica traversata natatoria Capri-Napoli, rilanciata da lui nel 2003 dopo anni di silenzio.
“Abbiamo perso un grande uomo e un grande campione”, ha commentato un ex allievo, sottolineando l’influenza di Cotena su generazioni di pugili. La sua eredità vive non solo nei trofei conquistati, ma soprattutto nel legame che ha creato con la comunità sportiva, che oggi si stringe attorno alla sua famiglia.
Restano ora in molti a chiedersi come il pugilato napoletano continuerà a onorare la memoria di un uomo che ha dato tutto per il suo sport. La sensazione è che la storia di Cotena non si chiuda qui, ma prosegua attraverso le vite dei tanti atleti che ha ispirato.

