Nella testa di Napoli la trasformazione del Centro Direzionale è formalizzata come Grande Progetto di riqualificazione da circa 80 milioni di euro, ma la realtà è ancora una congiunzione di cantieri e promesse non ancora realizzate.
A febbraio 2026 il Comune ha approvato un Grande Progetto di riqualificazione con intervento iniziale denominato Sistemi di risalita e un budget intorno agli 80 milioni di euro. L’intervento iniziale prevede la riqualificazione delle scale mobili, delle pensiline e dei sistemi di risalita.
Secondo le comunicazioni ufficiali, tra fine novembre e inizio dicembre 2026 dovrebbero partire i cantieri principali per il restyling delle infrastrutture, con gare e aggiudicazioni già in atto (12 ottobre 2026).
La mobilità interna è già stata interessata da cambiamenti rilevanti: la stazione Circumvesuviana Napoli Centro Direzionale è stata chiusa dall’autunno 2026 per lavori sul fiume Sebeto; in parallelo è stata avviata una grande opera di bonifica e risanamento, avviata a giugno 2026 e coordinata tra Comune, Asia e altri soggetti.
Inoltre, il 6 novembre 2026 è stato inaugurato uno studentato nell’area CDN (ex torri Banco di Napoli) con circa 600 posti letto; circa metà degli alloggi è destinata a canoni agevolati, con un finanziamento complessivo di circa 50 milioni di euro per l’acquisto e la riqualificazione.
La stessa data di ottobre ha segnato l’aggiudicazione dei servizi di supporto tecnico al RUP per il primo intervento del Grande Progetto di riqualificazione (gara pubblica).
Il progetto resta comunque soggetto a ritardi e problemi di cantieristica e sicurezza, con movimenti di promesse che non sono ancora pienamente realizzati. Occorre una tabella di marcia verificabile e condivisa tra Comune, Anci e gli attuatori, con controlli trasparenti sulle risorse.
Guardando oltre le statistiche, la realtà è che Napoli non può perdere tempo: servono cantieri effettivi, soluzioni che migliorino davvero la quotidianità e una gestione limpida delle risorse. Il Centro Direzionale ha bisogno di diventare un motore funzionale dell’economia e della vita quotidiana di Napoli, non solo un simbolo di promesse future.
