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Ranucci svela il mandante: i messaggi cruciali dell’avvocato di Lavitola

Di La Redazione17 Agosto 2026 - 10:103 ore fa 2 min di lettura
Ranucci svela il mandante: i messaggi cruciali dell’avvocato di Lavitola

Roma – Il caso che coinvolge Valter Lavitola, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, si complica ulteriormente dopo l’azione dinamitarda del 16 ottobre 2025, che ha distrutto l’auto del giornalista Sigfrido Ranucci. La difesa di Lavitola punta a minimizzare l’accaduto, sostenendo che si trattasse di un gesto puramente “dimostrativo”.

La difesa e la richiesta di riesame

Gli avvocati Sergio Cola e Arturo Cola argomentano che Ranucci stesso avesse chiesto un potenziamento della propria scorta, suggerendo che non fosse ignaro del potenziale pericolo. Secondo la difesa, l’obiettivo di Lavitola non era nuocere al giornalista, ma piuttosto attirare l’attenzione sul bisogno di una maggiore protezione, nonché aumentare la visibilità pubblica di Ranucci.

Questa narrazione verrà rafforzata da un ricorso al Tribunale della Libertà, accompagnato da un’integrazione delle dichiarazioni del loro assistito.

Le dichiarazioni delle difese

Le difese dei quattro presunti esecutori materiali, anch’essi in custodia cautelare, intenderanno richiedere un interrogatorio con i PM della Procura di Roma. Affermano che la modalità di esecuzione escluderebbe ogni intento di ferire Ranucci. Intanto, gli investigatori stanno lavorando per perfezionare la richiesta di estradizione per Gomes Tavares, cittadino camerunese considerato il mediatore chiave dell’operazione e attualmente latitante.

Il giornalista Ranucci, per essere ascoltato come persona informata sui fatti, dovrà attendere fino a settembre, in concomitanza con le conclusioni delle perizie informatiche effettuate su dispositivi sequestrati a Lavitola.

Le reazioni e la gestione del servizio pubblico

Il caso ha anche sollevato forti polemiche sulla gestione della Rai, con Ranucci impegnato nella preparazione di un nuovo ciclo di Report, come confermato da un incontro con il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. Si prevede che l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, esamini la relazione del Comitato Etico per prendere decisioni autonome riguardo alla trasmissione.

La situazione suscita tensione politica: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha criticato il programma, affermando che “Report va cambiato, non eliminato”, accusando le sue inchieste di essere sbilanciate contro il centrodestra.

Il parere di Paolo Mieli

Il noto giornalista Paolo Mieli ha commentato la situazione durante un evento a Cortina d’Ampezzo, avvertendo contro il rischio di trasformare Ranucci in un “martire” se non emergeranno prove concrete contro di lui. Mieli ha avvertito che se Ranucci verrà rimosso, rischierà di diventare una vittima della censura, e ha ribadito la sua estraneità a qualsiasi trama oscura associata a Lavitola.