A Pianura, quartiere a ovest di Napoli, una transizione inquietante ha ridisegnato lo scenario criminale: dalla guerra tra clan è emerso un modello organizzato che, guidato da un giovane ras uscito dal carcere, ha imposto una nuova forma di dominio sul territorio. L’operazione della polizia ha portato a 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere, un colpo durissimo per una cupola che agrava la tensione nel quartiere e prova a ridefinire i confini della criminalità locale.
Protagonista di questa metamorfosi è Mattia Perfetto, 25 anni, descritto dagli inquirenti come il nuovo referente di un gruppo che ha saputo riorganizzare le finanze e le attività illecite di Pianura. Il padre Vitale Perfetto, fermato e in stato carcerario da anni, era già una figura di spicco nell’orbita camorrista della zona. Il trasferimento del comando da un vecchio assetto a una gestione più centralizzata è stato segnato dall’ingresso del giovane ras nel dicembre 2024, dopo la sua scarcerazione, e dal finanziamento di una struttura sovrapponibile a una multinazionale del crimine.
La cornice di operazioni illegali si è nutrita dell’intera stagione di conflitti tra fazioni rivali, culminata nell’escalation registrata nel 2024. Da un lato Esposito/Marsicano, dall’altro Lago, con una serie di scontri che hanno spinto gli inquirenti a cercare una nuova equilibratura del controllo del territorio. Tra gli episodi ricordati dagli inquirenti c’è anche un attentato esplosivo realizzato a novembre 2024: una bomba carta posizionata sotto l’abitazione di un capo in lotta, che provocò un boato e ingenti danni materiali, senza purtroppo causare vittime grazie a una serie di circostanze fortunate. In quel contesto, la scarcerazione di Perfetto ha indirizzato la situazione verso una nuova fase di potere.
La nuova cupola ha innestato una logistica di spaccio operante 24 ore su 24: la base del gruppo è stata identificata nel palazzo in cui risiede, dove una piazza di droga è stata allestita tra i corridoi domestici e i piani superiori. La gestione verticistica ha imposto altrimenti una “regola” non negoziabile per chi voleva operare sul territorio: chi non si allineava doveva versare una quota notevole dei profitti – una sorta di pizzo pari al cinquanta per cento. Il meccanismo ha voluto estendersi anche ad altri mercati illegali presenti a Pianura, incluse attività che ruotano attorno a truffe telematiche, che hanno trovato una sorta di concessione per operare solo all’interno della rete controllata dai Perfetto.
L’indagine della Direzione Distrettuale antimafia, coordinata dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Pianura, ha portato al sequestro di materiale importante per comprendere l’assetto della rete criminale, inclusi arsenali e equipaggiamenti di protezione: pistole, munizioni, armi lunghe e giubbotti antiproiettile, elementi che testimoniano la volontà di rendere robusta la rete di comando e la sua capacità di fronteggiare eventuali minacce esterne. Una parte rilevante dei proventi Illeciti finiva in un fondo comune, la cosiddetta “cassa comune”, a sostegno degli affiliati finiti in cella e per coprire le spese legali, mantenendo viva la coercizione sul territorio e assicurando la continuità operativa della cosca.
Negli sviluppi, i procedimenti hanno evidenziato la presenza di alleanze strategiche con gruppi limitrofi nell’area flegrea e in parte della periferia nord di Napoli, cementando una rete criminale estesa oltre il quartiere. In questa cornice, l’azione di oggi è stata presentata come un colpo pesante al cuore della nuovacupola, ma lascia aperte numerose domande sulle dinamiche residue, sulle possibili ricadute sociali e sull’evoluzione futura della mappa criminale di Pianura.
La vicenda resta attentamente monitorata dalle autorità, con la consapevolezza che la liberazione definitiva del quartiere dipenderà non solo dall’azione repressiva, ma anche da una risposta socio-economica capace di indebolire le condizioni che hanno favorito l’emergere di un modello di dominio criminale così centralizzato. Nel frattempo, la comunità di Pianura attende sviluppi concreti: la criminalità non è solo una questione di arresti, ma una sfida di lungo respiro che richiede misure coordinate tra polizia, magistratura e istituzioni locali.
