Cronaca di Napoli
Cronaca

Memoria di Annalisa Durante al centro: nasce una biblioteca nel carcere Gennaro De Angelis di Arienzo

Memoria di Annalisa Durante al centro: nasce una biblioteca nel carcere Gennaro De Angelis di Arienzo

A Arienzo, nella Casa di Reclusione, è stata inaugurata una Biblioteca d’Istituto intitolata alla memoria di Annalisa Durante. L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Sogno è Sempre ODV in stretta sinergia con la direzione della struttura, segna un passaggio significativo nel percorso di riscatto e crescita culturale promosso all’interno del carcere.

La cerimonia ha visto la partecipazione di figure di rilievo della pubblica amministrazione e della magistratura: il Prefetto di Caserta, Lucia Volpe, la Presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Marco Puglia. La loro presenza ha sottolineato la valenza di un modello di esperienza penitenziaria fondato sul protagonismo diretto dei detenuti nella gestione quotidiana e nella catalogazione del patrimonio librario.

Nel salutare l’apertura dell’iniziativa, la Direttrice della Casa di Reclusione, Annalaura de Fusco, ha descritto il percorso che ha portato a questo risultato: “Un progetto nato anni fa come semplice intuizione e progressivamente consolidatosi nel tempo. Grazie al protocollo d’intesa e di gestione siglato con l’associazione ‘Il Sogno è Sempre ODV’, siamo giunti all’istituzione ufficiale e all’adesione all’anagrafe nazionale, intitolando questo spazio a una figura simbolo come Annalisa Durante, per fare della lettura uno strumento concreto di consapevolezza e rinascita”.

A margine dei lavori, la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Covelli, ha evidenziato il valore strategico della lettura in contesti penitenziari: “Realtà virtuose come quella di Arienzo rappresentano veri e propri presidi di legalità da prendere ad esempio ed esportare come modelli in altri contesti penitenziari. È prioritario fare rete tra le strutture e costruire strumenti operativi idonei a superare gli ostacoli tecnici, affinché il diritto alla cultura sia garantito e pienamente fruibile”.

Il presidente dell’associazione Il Sogno è Sempre ODV, Alfonso Papa, ha chiuso il quadro con una visione esperienziale della cultura dentro le carceri: “Le biblioteche non devono essere concepite come meri contenitori di libri, ma come spazi vitali capaci di accogliere ed alimentare passioni: lettura, scrittura, teatro, pittura e arte. Passioni che, specialmente all’interno di un percorso detentivo, si trasformano in opportunità concrete di riscatto umano e sociale”.

Contemporaneamente all’apertura è stato presentato anche il Premio Nazionale Ancora & Vela, ideato per mettere in contatto la realtà penitenziaria con la società civile attraverso una Giuria Popolare formata dai detenuti stessi. Il premio si articola in due sezioni: Ancora, dedicata a valorizzare memoria, legalità e diritti umani e rivolta a magistrati, giornalisti e scrittori impegnati nella tutela della giustizia e della memoria storica, e Vela, rivolta ad artisti, registi, attori e autori capaci di raccontare storie di integrazione e riscatto attraverso la cultura. Particolarità del riconoscimento è che i manufatti consegnati ai premiati sono opere d’arte realizzate interamente a mano dai detenuti nei laboratori dell’Istituto.

Una delle battezzate tappe emotive della giornata è stata l’assegnazione del primo riconoscimento della sezione Ancora a Giovanni Durante, padre della memoria di Annalisa Durante, accompagnato dalla voce della famiglia. L’evento ha dunque intrecciato memoria, cultura e pratica rieducativa, offrendo una prospettiva concreta su come la lettura possa diventare leva di inclusione e responsabilità sociale anche oltre le sbarre.

In chiusura, il discorso pubblico ha ribadito l’idea di una cultura accessibile, condivisa e capace di accompagnare i detenuti in un cammino di integrazione e ri-umanizzazione. La biblioteca di Arienzo, con le sue celebrazioni e i suoi riconoscimenti, si presenta come modello di riferimento per altre realtà penitenziarie della Campania e oltre, in una regione dove la sinergia tra istituzioni, territorio e cultura può tradursi in una vera rinascita sociale.Memoria, formazione e rinascita: una cerimonia in Campania celebra Annalisa e il percorso rieducativo nell’istituto

In Campania è stata celebrata una cerimonia all’interno di un istituto di pena che ha voluto legare memoria di una giovane vittima a un percorso educativo e di riscatto per i detenuti. Il premio, realizzato con una pergamena contenente la motivazione ufficiale e un manufatto artistico in legno e ceramica realizzato da un detenuto, ha ufficialmente suggellato il legame tra la memoria della giovane e l’impegno rieducativo promosso dall’istituto. A margine della cerimonia è stato ricordato come Annalisa sia stata definita dalla Giuria Popolare “faro di speranza e custode eterna della memoria, affinché il sacrificio della sua giovane vita continui a illuminare le coscienze, a ispirare la difesa della giustizia e a indicare alle nuove generazioni la rotta incrollabile della legalità e del riscatto civile”.

L’emozione ha segnato l’intervento di Giovanni Durante, che ha rivolto un appello diretto ai detenuti presenti con parole semplici ma dense di significato. “La vita è una sola: non sprecatela. Lavorate su voi stessi affinché tragedie come quella che ha colpito la nostra famiglia non abbiano mai più a ripetersi. Guardate al domani con speranza, fondando ogni scelta sul rispetto incrollabile della legalità”, ha detto, offrendo un’indicazione concreta di percorso e responsabilità.

La cerimonia ha anche messo in luce l’ampia collaborazione tra l’istituto e la comunità circostante. Sono stati consegnati importanti riconoscimenti: una targa alla Direttrice Dott.ssa Annalaura de Fusco e attestati di meritoria collaborazione all’Area Educativa e al Corpo di Polizia Penitenziaria. Inoltre, particolari attestati sono stati attribuiti ai detenuti catalogatori e, singolarmente, all’autore dell’opera realizzata all’interno del progetto educativo. L’evento ha visto, tra l’altro, l’esecuzione dal vivo di un brano musicale eseguito dal coro formato dai detenuti, con una breve benedizione impartita dal Cappellano dell’Istituto prima di accedere agli spazi della biblioteca.

Al momento della cerimonia, la direttrice ha guidato i presenti in una visita alle aree della biblioteca, dove i detenuti catalogatori hanno illustrato le tecniche di catalogazione e le procedure di gestione del fondo bibliografico. L’iniziativa ha posto in evidenza non solo l’aspetto commemorativo, ma anche la concretezza di un modello di integrazione tra memoria, istruzione e formazione professionale in un contesto penitenziario, offrendo ai detenuti strumenti utili per una reintegrazione reale nel tessuto sociale.

Il profilo della giovane vittima, evocato in modo sobrio e misurato, ha trovato una cornice pratica nel percorso proposto dall’istituto: una scuola di vita in cui la creatività, il lavoro e la cultura diventano motori di cambiamento. L’evento ha mostrato come la memoria possa diventare un vettore di responsabilità civica, capace di trasformare una tragedia in opportunità di crescita personale per chi è chiamato a ricostruire il proprio futuro.

Alla chiusura, tra applausi e riflessioni, è stato sottolineato che la sinergia tra memoria, educazione e tutela dei diritti rappresenta un pilastro non solo per i detenuti coinvolti, ma anche per l’intera comunità. Le opportunità offerte dal programma di catalogazione e dalla gestione del fondo bibliografico, ora illustrate ai presenti, lasciano intravedere sviluppi futuri: ulteriori attività educative, percorsi di orientamento e incontri che possano rafforzare il legame tra conoscenza, legalità e reinserimento sociale.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →