Castellammare di Stabia, una donna di 43 anni torna al cimitero dopo un anno e scopre che la nicchia che riteneva fosse di sua competenza risulta occupata da una lapide con i dati di una donna mai riconosciuta da lei. La circostanza ha rallentato il normale accesso al loculo e ha spinto la denunciante a chiedere chiarezza sulle modalità di tumulazione, ritenute finora non coincidenti con la sua posizione.
La segnalazione è giunta ai carabinieri della stazione locale, che hanno avviato gli accertamenti sotto la vigilanza della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Secondo quanto emerso finora, i militari hanno già acquisito documentazione dall’archivio del cimitero per ricostruire la successione degli eventi e verificare la posizione della denunciante rispetto al loculo.
Gli strumenti investigativi ora in mano agli inquirenti mirano a chiarire come sia stata disposta la tumulazione della salma indicata sulla lapide e quali passaggi amministrativi siano stati seguiti. In particolare, gli investigatori intendono verificare se ci siano stati errori o irregolarità nelle formalità che regolano l’assegnazione di loculi e la collocazione delle salme.
Non è ancora possibile attribuire responsabilità a persone specifiche: al momento non esiste evidenza di condotte perseguibili né di responsabilità individuali del personale cimiteriale. Le verifiche continueranno sul piano documentale e con ulteriori accertamenti per stabilire se ci siano state irregolarità e quali siano le circostanze della tumulazione contestata.
Il coordinamento tra Carabinieri e Procura proseguirà fino a quando non saranno chiare le modalità di assegnazione della nicchia e l’eventuale deviazione rispetto alle procedure previste. Nel frattempo, la vicenda resta oggetto di verifica: gli esiti degli ulteriori controlli potrebbero indicare nuove direzioni d’azione o eventuali provvedimenti amministrativi, qualora emergessero irregolarità.
