Napoli – Grazie al ritrovamento di un cellulare abbandonato all’interno del negozio e alle immagini della videosorveglianza, i carabinieri hanno ricostruito l’identità dell’autore di un furto da circa 8.000 euro commesso in un punto vendita di bibite situato in via Provinciale Montagna Spaccata, nella zona di Pianura. L’indagine ha poi portato gli uomini dell’Arma a Marano di Napoli, dove è stata eseguita una perquisizione nell’abitazione dell’uomo ritenuto responsabile.
L’episodio è avvenuto durante la notte in un esercizio commerciale della zona: chi ha deciso di intrufolarsi è riuscito a forzare l’ingresso e a guadagnare l’accesso a un ufficio interno, da cui sono stati sottratti circa 8.000 euro in contanti custoditi in una scrivania. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Pianura, che hanno visionato i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza e hanno individuato un soggetto presente nelle immagini.
Un tassello decisivo dell’inchiesta è stato il cellulare rinvenuto sul luogo del furto. Insieme alle immagini registrate dalle telecamere, il telefono ha permesso agli investigatori di restringere il cerchio dei possibili sospetti e di spostare l’attenzione sull’indagato, un uomo nato nel 1986. L’attività investigative ha poi spinto i carabinieri di Pianura, coadiuvati dalla stazione di Marano, a eseguire una perquisizione nell’abitazione dell’uomo.
Durante il controllo sono stati sequestrati 908 euro, di cui 778 in monete, ritenuti parte della refurtiva e restituiti al legittimo proprietario dell’esercizio. La somma recuperata rappresenta solo una parte di quanto sottratto nella notte dal negozio.
L’indagato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al patrimonio e agli stupefacenti, era sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Secondo la ricostruzione dei militari, la presenza nel negozio durante le ore notturne avrebbe costituito una violazione delle prescrizioni imposte dalla misura, motivo per cui è stato arrestato in flagranza differita. Per il furto è stata presentata denuncia in stato di libertà, con la misura degli arresti domiciliari applicata in attesa dell’udienza di convalida. Le responsabilità saranno definite dall’iter giudiziario.
La vicenda evidenzia come l’unione tra elementi tecnologici e attività di intelligence locale possa accelerare l’identificazione degli autori di reati contro il patrimonio. Rimane da chiarire l’entità complessiva della refurtiva e le modalità con cui l’individuo avrebbe gestito il denaro sottratto. Nel frattempo, i responsabili hanno assicurato che le verifiche proseguono per accertare eventuali collegamenti con altre operazioni similari e per valutare eventuali ulteriori provvedimenti.
