Mattarella a Napoli tra arte, archeologia e impegno per il Mezzogiorno: una giornata di visite tra Donnaregina e gli scavi del Duomo
Napoli ha ospitato una giornata dall’alto valore simbolico, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella protagonista di una tappa incentrata sull’impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno. L’intervento ha preso avvio nel Complesso monumentale Donnaregina, dove era in corso l’iniziativa Sud Vivo – 20 anni con il Sud, organizzata dalla Fondazione con il Sud e dedicata alle prospettive di crescita della regione.
Prima di lasciare il complesso di Largo Donnaregina, Mattarella ha osservato Sheltering, l’opera dell’artista canadese Timothy Schmalz posta ai piedi delle scale. L’opera ritrae una persona senza fissa dimora avvolta in una coperta, sorretta da una colomba in volo: una raffigurazione forte della fragilità sociale e della domanda di attenzione verso gli ultimi, un tema caro al percorso pastorale guidato dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, che ha accompagnato il presidente in questa rilettura pubblica della sofferenza urbana.
Proseguendo nel viaggio, la comitiva ha visitato gli scavi archeologici del Duomo di Napoli, accompagnata dal sindaco Gaetano Manfredi e dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, insieme al cardinale Battaglia. L’itinerario ha posto l’attenzione in particolare sull’area del quadriportico Stefania, uno degli spazi di maggior rilievo storico e archeologico all’interno del complesso della cattedrale. La visita, di durata contenuta, è terminata con l’uscita del Presidente dall’edificio a bordo dell’auto presidenziale.
Durante la cerimonia di Donnaregina, Mattarella ha tratteggiato il valore delle iniziative promosse dalla Fondazione con il Sud e dal terzo settore, sottolineando la necessità di rendere possibile la scelta di restare, tornare o accogliere persone provenienti da fuori nel Mezzogiorno. «Chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornarvi se ha fatto esperienza altrove, e possa allora aggiungersi chi viene da fuori per arrivare nel Meridione», ha detto il Capo dello Stato, richiamando i quattro verbi che guidano l’attività della Fondazione.
E ha aggiunto una cornice di senso che va oltre il Mezzogiorno: «Questo è una chiave di sviluppo dell’intero Paese, interesse nazionale dell’Italia». Chiude così Mattarella, valorizzando il contributo di chi lavora quotidianamente per dare concretezza a questa visione: «Svolgono un compito prezioso nella vita della nostra comunità nazionale».
La giornata napoletana mette in luce due dimensioni complementari: da un lato la valorizzazione culturale e umanitaria, dall’altro un’attenzione sistemica al futuro del Mezzogiorno. In passi rapidi, tra opere d’arte pubblica e scavi antichi, il presidente ha intrecciato memoria e prospettiva, invitando a una lettura ampia del ruolo che Napoli e l’intero territorio campano possono svolgere nel disegno di sviluppo nazionale.
