Cronaca di Napoli
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Ritrovato a Bologna un raro corno di rinoceronte rubato nel 2015 dal Museo della Federico II di Napoli

Ritrovato a Bologna un raro corno di rinoceronte rubato nel 2015 dal Museo della Federico II di Napoli

Un raro corno di rinoceronte, rubato nel 2015 al Museo di Zoologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è stato ritrovato a Bologna e restituito al Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’ateneo partenopeo. Il reperto, tutelato dalla normativa internazionale CITES sul commercio delle specie minacciate di estinzione, torna così a Salute della cultura campana dopo quasi un decennio.

L’indagine che ha portato al ritrovamento è stata coordinata dalla Procura di Bologna ed è partita nell’ottobre 2023, a seguito di controlli sul web attorno a pezzi d’arte dalla provenienza dubbia proposti da una casa d’aste con sede in città. Seguendo la pista, gli investigatori hanno individuato un antiquario locale che custodiva anche il prezioso corno, insieme ad altri reperti archeologici. Per evitare qualsiasi rischio di danneggiamento, il reperto è stato affidato a un team di studiosi impegnati in analisi multidisciplinari.

La valutazione scientifica è stata condotta con il supporto del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, noto anche come Alma Mater Studiorum. Le verifiche hanno confermato l’elevato valore scientifico del reperto, contributo importante per le collezioni e per la ricerca. Seguendo i registri ministeriali e la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gli inquirenti hanno poi collegato il corno al furto avvenuto nel 2015, quando dalle sale del museo napoletano vennero sottratti in tutto sei esemplari.

Sul piano del contesto illegale, gli investigatori hanno spiegato che il mercato illecito legato al corno di rinoceronte è alimentato dalla domanda di alcune tradizioni mediche asiatiche. Secondo le fonti investigative, la polvere ricavata dal corno è molto ricercata, nonostante non esistano prove di efficacia terapeutica. Le quotazioni, in ambienti illeciti, possono raggiungere cifre altissime: fino a 100 mila dollari al chilogrammo, una prospettiva che alimenta furti e traficanti ai danni di collezioni museali e istituzioni scientifiche.

La restituzione del reperto segna quindi un tassello importante nella lotta al traffico illecito di reperti antichi e naturali tra Nord e Sud Italia. Napoli, Campania e l’intera rete di scambio illegale rimangono al centro di controlli mirati, mentre le indagini proseguono per accertare eventuali altre responsabilità legate all’operazione che ha portato al recupero. Il dipartimento universitario napoletano resta in attesa di esiti ufficiali, ma intanto celebra la salvaguardia di un pezzo unico che rappresenta un capitolo della storia scientifica locale e nazionale.

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