Pozzuoli, aggiornamento sul tifoso ferito dopo la rissa: condizioni stabili ma prognosi riservata; otto arresti in correlazione agli scontri seguiti alla partita di Eccellenza tra Puteolana e Portici
Dopo la rissa che è scoppiata al termine della gara tra Puteolana e Portici, Mario Spedaliere, 34 anni, resta in condizioni stabili ma la prognosi resta riservata. La procura e la questura hanno intensificato i controlli sull’episodio che ha visto coinvolte diverse persone, tra cui minori, al di fuori dello stadio.
Il bollettino diffuso dall’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, attraverso il dottor Salvatore Di Colandrea, conferma che “le condizioni del paziente sono stazionarie senza alcun segno di peggioramento” e che “i parametri e gli esami risultano in ordine”. Nel frattempo prosegue la neuroprotezione con analgosedazione, e si sottolinea che “il passaggio centrale riguarda la valutazione chirurgica: il paziente non necessita al momento di un ulteriore intervento chirurgico”. La prognosi resta strettamente riservata, senza che i sanitari annuncino una svolta fuori dalla fase critica.
Spedaliere era stato ricoverato in seguito a un grave trauma cranico provocato dall’aggressione avvenuta dopo la partita di campionato tra le due squadre. Secondo quanto riferito, l’intervento neurochirurgico d’urgenza è stato eseguito dall’équipe guidata dal dottor Raffaele De Falco. Dopo l’operazione, l’uomo è rimasto in sedazione nel reparto di rianimazione dedicato alla neurochirurgia, con il monitoraggio della lesione affidato a Tac ripetuti nel corso dei giorni.
L’indagine, parallela al percorso di cura, ha portato all’arresto di otto persone in flagranza differita: cinque maggiorenni e tre minorenni coinvolti negli scontri post-gara. Tra gli indagati figura un diciannovenne di Pozzuoli, che – secondo quanto riferito dagli investigatori e rilanciato dalle agenzie – avrebbe confessato di aver sferrato il colpo alla testa del tifoso del Portici. Il giovane risponde anche di lesioni gravissime: tutte le responsabilità restano da accertare in sede giudiziaria.
Nel frattempo, fuori dal reparto di terapia intensiva, amici e conoscenti hanno voluto far pervenire un messaggio di vicinanza. Davanti all’ingresso della terapia intensiva è stato esposto uno striscione: “Mario non mollare, siamo con te. Gli amici di Vico Savastano”, un gesto di sostegno in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle condizioni e sull’evoluzione delle indagini.
La dinamica dei fatti e le responsabilità rimangono al centro delle indagini, con le autorità che proseguono i rilievi e i confronti tra le testimonianze raccolte. Nella comunità di Pozzuoli e tra i tifosi della Puteolana e del Portici resta acceso il dibattito sul caso, ma per ora l’accento è posto sull’esito delle cure e sulle nuove definizioni operative delle indagini in corso.
