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Napoli, abusi su un giovane disabile: la famiglia bersaglio di minacce online e fake news sul risarcimento

Napoli, abusi su un giovane disabile: la famiglia bersaglio di minacce online e fake news sul risarcimento

Odio online contro la famiglia di un ragazzo disabile al centro del processo a Napoli Nord: la difesa denuncia bufale e minacce

A Napoli Nord è in corso un processo che vede tre giovani imputati per presunti abusi su un ragazzo disabile. Nel silenzio della corte, però, la vicenda è finita travolta da una escalation di attacchi sul web: insulti, messaggi intimidatori e contenuti diffamatori che trasformano la rete in una tribunale parallelo, mettendo sotto pressione chiunque sia legato alla vicenda.

La difesa, guidata dall’avvocato Sergio Pisani, denuncia una vera e propria “fabbrica delle fake news” intorno al caso. Tra le notizie diffuse online spicca una ricostruzione totalmente infondata: si sostiene che i familiari avrebbero già chiesto un risarcimento di 300mila euro. Una ricostruzione che, secondo quanto riferito dalla difesa, non sarebbe mai stata presentata in alcuna sede, né tantomeno confermata dai diretti interessati.

“È gravissimo che si cerchi di far credere che quanto denunciato sia tutto falso, e che la famiglia agisca per soldi”, sottolinea Pisani. “Arrivando persino ad attribuirle una richiesta di risarcimento di 300mila euro che, secondo quanto ci viene riferito, non è mai stata avanzata”. Le parole dell’avvocato evidenziano non solo una falsità sostanziale, ma anche un tentativo di delegittimare la credibilità della vittima e della sua famiglia in attesa di verità nelle aule giudiziarie.

La situazione, tuttavia, va oltre la diffamazione. Accanto a commenti con toni morali o inquisitori, si filtrano minacce esplicite: “Bruceranno” è tra le frasi che sono emerse in rete, accompagnate da un clima di ostilità che rischia di incidere sul percorso processuale e sul benessere psicologico della famiglia coinvolta.

Di fronte a tutto ciò, la difesa ha annunciato una linea ferma: “Pronti alle denunce” per chi ha diffuso contenuti lesivi o minacce. Pisani avverte che chi abbia pronunciato o condiviso insulti rischia di rispondere davanti al giudice, perché la diffusione di messaggi diffamatori o intimidatori integra un illecito. “Non consentiremo che la famiglia e il ragazzo vengano delegittimati attraverso notizie infondate e messaggi potenzialmente intimidatori”, conclude l’avvocato, prefigurando anche l’apertura di un fascicolo parallelo per cercare di identificare gli autori degli attacchi online.

La magistratura continua il proprio lavoro, ma la vicenda mette in luce una realtà sempre più presente: la linea tra cronaca giudiziaria e social è sottile, e il rischio che l’opinione pubblica online pretenda di giudicare prima del tribunale è reale. In questo contesto, la necessaryità di distinguere fatti accertati da mere opinioni resta centrale, così come il dovere di proteggere le vittime e di garantire la serenità necessaria per l’accertamento della verità nelle sedi competenti. La giustizia proseguirà nelle aule di Napoli Nord, mentre l’attenzione resta alta sulla responsabilità di chi diffonde contenuti senza fondamento e sulla tutela della dignità di chi ha vissuto una vicenda così delicata.

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