Napoli – Le lavoratrici e i lavoratori dei Teatri napoletani hanno scioperato questa mattina, radunandosi davanti al Teatro Mercadante. Lo sciopero è stato promosso da Slc Cgil Napoli e Campania, Flaei Cisl e UilFpc Uil, a seguito della rottura del tavolo di confronto con Federvivo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo da due anni. In piazza attori e maestranze hanno chiesto maggiore attenzione alle difficoltà del comparto e un incremento del potere d’acquisto, ormai pesantemente influenzato dal carovita.
La protesta è stata accompagnata da interventi volti a sottolineare l’urgenza di una trattativa seria e di un incremento degli oneri salariali.
“Purtroppo – ha spiegato Alessio Cusitore, Rsu della Slc Cgil al Teatro Stabile di Napoli – è una brutta abitudine del nostro settore, e anche di altri settori, quella di non tenere in considerazione i diritti dei lavoratori e i rinnovi contrattuali, che arrivano sempre in ritardo rispetto alle scadenze. Noi abbiamo un contratto scaduto nel 2021 – ha ricordato – e ad oggi sediamo a un tavolo nel quale non riusciamo nemmeno a farci riconoscere gli aumenti dell’inflazione degli anni scoperti dal rinnovo. Per questo motivo, la scelta è quella di scioperare: noi lavoratori del teatro non siamo differenti da altre categorie, le nostre condizioni salariali sono uguali a quelle di altri settori, non siamo dei privilegiati ed è arrivato il momento che ci diano ascolto e restituiscano potere d’acquisto, perché il problema del carovita – ha concluso – riguarda tutti i settori lavorativi italiani”,
Secondo Arduino Speranza, responsabile della produzione culturale Slc Cgil Napoli e Campania, “Il contratto nazionale non viene rinnovato da otto anni e al tavolo della trattativa, in un momento così complicato per la nazione e per tutti i lavoratori, la controparte ha deciso di non aumentare le cifre se non in maniera esigua. In più, per quanto riguarda i teatri stabili, hanno deciso di non compensare quello che negli ultimi otto anni non è stato dato ai lavoratori e noi – ha concluso – troviamo che sia assurdo non dare quello che spetta ai lavoratori”.
La segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania, Giulia Guida, ha descritto la giornata come significativa perché evidenzia la continua precarietà del settore: “Questi lavoratori vivono già una forte precarietà in termini di discontinuità del lavoro ed oggi la proposta economica di FederVivo è del tutto irrisoria rispetto ad un contratto scaduto ormai dal 2018. Continuiamo a pensare che un prodotto culturale non può che evidenziare anche una qualità delle condizioni di lavoro e per questo oggi siamo in piazza tutta Italia”.
In attesa della manifestazione nazionale, prevista per il 9 novembre a Roma, le sigle sindacali hanno ribadito la necessità di un rinnovo contrattuale adeguato e di una risposta concreta alle condizioni economiche dei lavoratori del settore.
