Napoli è alle prese con una nuova fiammata nei prezzi del carburante che mette in difficoltà il comparto taxi campano. Le sigle di categoria riferiscono che il costo medio al litro è balzato da una fascia di 2,10–2,20 euro a una finestra tra 2,30 e 2,37 euro, con ripercussioni dirette sui costi di gestione dei mezzi in servizio e, di conseguenza, sui redditi degli operatori.
Le sigle SITAN/ATN, Unimpresa, Fast/Confsal Taxi Napoli, Federtaxi/Cisal, Comitato Tassisti di Base e Uritaxi hanno indirizzato una richiesta formale al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al vicepresidente Mario Casillo. Chiedono l’avvio di misure strutturali a sostegno della categoria, insieme a chiarimenti sulle ragioni degli aumenti e a verifiche contro presunti fenomeni di speculazione, con l’obiettivo di salvaguardare la redditività delle attività di taxi che operano sul territorio.
Di fronte all’apparente vuoto di risposte da parte della Regione, i rappresentanti delle sigle sottolineano che la situazione rischia di tradursi in settimane di incertezza per gli operatori, con ricadute sul lavoro quotidiano, sugli orari e sui servizi offerti ai residenti e agli utenti. Tra le proposte emerge la possibilità di riallineare le tariffe per compensare almeno una parte dei costi fissi e operativi, evitando che i rincari si traducano in una perdita di competitività o in tagli alla qualità del servizio.
All’orizzonte, le sigle non escludono iniziative di pressione. Tra le ipotesi, l’avvio di un iter per un aumento tariffario delle corse taxi e una manifestazione davanti alla sede della Regione Campania, scelte che mirerebbero a spingere le istituzioni a convocare rapidamente un tavolo di confronto. L’obiettivo è garantire la sostenibilità economica del servizio e proteggere il reddito degli autisti, da tempo esposti alle oscillazioni dei costi energetici.
L’obiettivo, spiegano, è anche costruire una cornice normativa chiara che riduca la possibilità di comportamenti opportunistici nel mercato. Un monitoraggio periodico dell’andamento dei listini e una verifica indipendente sugli elementi che hanno portato agli attuali aumenti sono considerate tappe essenziali per ristabilire fiducia tra operatori, utenti e istituzioni, evitando che l’emergenza diventi una criticità strutturale.
Rimane dunque da vedere se la Regione risponderà celermente alle richieste. La cornice di incertezza resta la più preoccupante: senza un gesto concreto, l’asticella della redditività per molte imprese di taxi può rivelarsi al di sopra delle possibilità. In ogni caso, la vertenza rivela una questione di fondo: la gestione della mobilità in una regione dove i rincari energetici incidono pesantemente sui bilanci delle imprese e dei lavoratori.
